La protesta
Il medico non può prendere la nave, in pronto soccorso ci va il chirurgo
Il ponente mette a nudo i gravi problemi di organico dopo le polemiche sui mancati “raddoppi”
Il vento di ponente di ieri ha acuito la crisi di personale del pronto soccorso di Portoferraio, creando ripercussioni importanti sull’organizzazione del lavoro nell’ospedale di Portoferraio. Il medico che avrebbe dovuto prendere servizio nel turno pomeridiano e presidiare il reparto (da solo, dal momento che nel mese di febbraio non è previsto il “raddoppio”), è rimasto a terra a causa del maltempo e quindi non è stato in grado di raggiungere l’ospedale. Non potendo disporre, per vari motivi, di un medico dell’emergenza-urgenza in grado di sostituire il professionista rimasto sulla banchina del porto di Piombino, dal momento che l’organico è ridotto all’osso, la direzione si è trovata costretta a coprire il turno pomeridiano assegnando in via del tutto provvisoria e straordinaria al pronto soccorso un medico dell’unità di chirurgia (senza competenza specifica di emergenza - urgenza), coadiuvato all’occorrenza da altri medici internisti.
Un’emergenza atipica per l’ospedale di Portoferraio, dovuta in parte al maltempo eccezionale della giornata di ieri (le raffiche di ponente da 100 chilometri orari hanno fermato i traghetti per buona parte della giornata) e in parte per i problemi di organico del servizio di emergenza-urgenza, ridotto a pochi specialisti che devono coprire sia i turni nel pronto soccorso, sia il servizio di emergenza territoriale nelle ambulanze. La soluzione tampone che, secondo quanto si apprende, è stata attuata non senza apprensione, è servita a coprire in emergenza un servizio fondamentale per la sicurezza dei cittadini.
Proprio in questi giorni, del resto, il pronto soccorso dell’ospedale di Portoferraio è finito al centro dell’attenzione, destando preoccupazione sia negli ambienti dei sindacati medici sia tra i comitati della sanità. Sotto la lente l’assenza del “raddoppio del medico” per il mese di febbraio, con il reparto presidiato, dunque, da un solo professionista. L’Asl, con una nota diffusa nella giornata di lunedì, ha voluto tranquillizzare la cittadinanza elbana, negando una «riduzione del personale del pronto soccorso» e spiegando come il raddoppio del medico sia previsto solo in estate e non nei mesi invernali (in realtà i dati forniti da fonti sindacali spiegano come sui 92 giorni dei mesi di ottobre, novembre e dicembre, 51 giorni siano stati coperti con il “raddoppio”). Le rassicurazioni di Asl, tuttavia, non hanno placato la preoccupazione sull’isola. E il maltempo non è stato di aiuto. —
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