Gioco
Coronavirus, continua la caccia alle mascherine nelle farmacie
Negozi cinesi chiusi per il blocco dei rientri dal Capodanno. Ristorante “La felicità” deserto, nessun allarmismo a scuola
Il ristorante “La Felicità” di piazza Costituzione è in sofferenza: da giorni è senza clienti. Poi ci sono negozi di cittadini cinesi chiusi perché i titolari, andati nel proprio Paese per il Capodanno cinese, non possono rientrare in Italia. Per il resto l’emergenza sanitaria da Coronavirus si ferma in farmacia, nella corsa all’acquisto di mascherine o disinfettante per le mani. Le polemiche restano rovesciate sui social senza toccare negozi cinesi di articoli vari o parrucchieri. Tra i ristoranti regge “Samurai” in via Adige per altro spiccatamente giapponese. Nessun genitore da rassicurare, sul fronte scolastico.
Sono le 11 e nel negozio mercato di via Cellini “Grande Cina” entrano mamma e due ragazzi piombinesi in cerca di cose per la scuola: alunni a casa per l’allerta meteo. Un pensionato tedesco, col camper parcheggiato fuori perché non c’è nave per l’Elba, cerca lampadine alogene. Sorride il titolare, Liangyi Su: «In Cina – racconta – non so cosa sta succedendo. Qui? I clienti vengono senza problemi... sì cercano mascherine anche da me, ma proprio non ne ho...».
Per la comunità scolastica cinese a Piombino niente da segnalare. Conferma Letizia Braschi dirigente della scuola secondaria statale di I° grado “Andrea Guardi”: «Sui 900 allievi, ci sono otto ragazzi cinesi – spiega – Nessun problema né allarmismo o forme di discriminazione. Gli studenti di origine cinese sono ben integrati nel gruppo, da tanti anni in Italia, in relazione coi compagni e molto solerti a scuola, sempre presenti... Coronavirus? Ce lo ha ricordato la circolare del ministero che riportava le normali precauzioni da tenere in caso di influenza... lavarsi le mani, restare a casa finché non si è guariti».
Tradizionali consigli, dove entrano di forza, in gioco, le mascherine; negli aeroporti se ne vedono a migliaia, di tutte le forme e i colori (anche se non tutte sono efficaci). «Nel giro di pochi giorni, sono andate a ruba le mascherine chirurgiche – ricorda Silvia Valtriani (Farmacia Scaramucci in via Antonio da Piombino) – Molte persone, oltre a informazioni generali, chiedono gel per sterillizzare le mani». Magari vedendosi “perduto” qualcuno va ad acquistare mascherine dai ferramenta.
Alla “Farmacia Del Corso del dottor Garigali” «qualche mascherina c’è ancora – dice Silvia Giuntini – Si tratta di quelle a doppio velo che in genere vengono utilizzare da persone con difese immunitarie fragili». Insomma mascherine così non sono proprio anti– virus, anche se magari l’idea di proteggersi un po’di più c’è; pur considerando che medici o infermieri che hanno a che fare coi malati indossano tute protettive, guanti e pure mascherine. Nessun allarme disdette tra quanti sono pronti a partire. Spiega AnnaMaria Virgili (Etruriatur Viaggi e Turismo Via Spalato): «Parto con un gruppo domenica per la Colombia – afferma – e sono tranquilla. Ovunque massima attenzione e cura; i nostri clienti lo hanno capito. Necessario preoccuparsi ma quando c’è bisogno davvero. Parto ancora senza alcuna mascherina».
I ristoranti. “Samurai” all’uscita della 398 direzione Piombino «Japanese Restaurant – sottolinea sorridendo Doria Cellini alla cassa – lo ripeto ai pochi clienti che vedendo scritto cinese, mediorientale vanno via. Un po’meno presenze a febbraio ma è un classico: tanti coperti da fronteggiare anche adesso...». Tutt’altra situazione a Piombino. Xiao Min Sun titolare e cuoco per “La Felicità: «Non vediamo una persona da settimane, così non ce la facciamo a pagare l’affitto... non era mai successo. Eppure qui stiamo bene, non chiudiamo neppure un giorno». –
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