Gioco
«Consolidare il lavoro dello sportello sociale per aiutare i pensionati»
PIOMBINO. Si è svolto a Livorno il direttivo dello Spi Cgil provincia di Livorno, con la relazione tenuta dal segretario generale Giuseppe Bartoletti e le conclusioni dal segretario regionale Bruno Calzolari. All’ordine del giorno il piano di lavoro per l’anno 2020 e la situazione politico-sindacale della provincia.
Dal dibattito è emersa la necessità di implementare il lavoro delle leghe a partire dal consolidamento dello sportello sociale, strumento necessario per dare risposte ai bisogni dei pensionati rispetto ai problemi che ogni giorno devono affrontare.
«In tutte le sedi dello Spi – dice Bartoletti – ci saranno compagni formati e preparati che saranno a disposizione per aiutare le persone in difficoltà. Inoltre stiamo completando la nostra presenza in tutta la provincia con l’apertura di nuove sedi, predisponendo la presenza dei nostri servizi (patronato Inca, Centro servizi fiscali, Federconsumatori, Sunia) in modo da dare assistenza a coloro che si rivolgono a noi».
Aumentano intanto gli iscritti allo Spi Cgil, «tutto questo – riflette il segretario – in un quadro che vede il nostro territorio in seria difficoltà dal punto di vista economico ed occupazionale, con fasce di popolazione che scivolano lentamente verso la povertà, con pensioni che non riescono più a tenere il passo con il costo della vita e a svolgere quella funzione di ammortizzatore sociale che fino a oggi hnnoa svolto verso i figli e i nipoti. Aumentano i disagi e aumenta la popolazione anziana con nuovi bisogni e esigenze, ed è per questo che anche da parte dei Comuni c’è bisogno di nuovi strumenti per dare maggiore assistenza a queste fasce deboli».
Uno dei temi di maggior interesse riguarda ovviamente il problema della sanità. «In provincia di Livorno – sostiene BArtoletti – siamo carenti di servizi territoriali a partire dalle case della salute, strutture che devono prendere in carico le persone fragili o con patologie conclamate. Oggi queste strutture o non esistono, o dove sono presenti (tre in tutta la provincia) non assolvono a quella funzione che la legge regionale ha assegnato loro. Eppure la legge prevedeva proprio un aumento di questi servizi territoriali, in modo che gli ospedali fossero davvero solo il luogo di cura per malattie complesse, liberando così anche i pronto soccorso da superaffollamento a volte ingiustificato. Tutto ciò si intreccia con gli ospedali della provincia che non decollano dal punto di vista delle funzioni e del personale specialistico, creando una debolezza complessiva al sistema sanitario». —
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