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sanità 

«Un medico solo è sufficiente a presidiare il pronto soccorso»

«Un medico solo è sufficiente a presidiare il pronto soccorso»

L’azienda Usl Toscana Nord Ovest nega riduzioni del personale nel reparto «Il raddoppio dei sanitari avviene in estate, quando il carico di lavoro aumenta»

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PORTOFERRAIO. «Non c’è stata alcuna riduzione di personale al pronto soccorso di Portoferraio. Un solo medico in inverno è in grado di far fronte in maniera adeguata alle esigenze della cittadinanza». L’azienda Usl Toscana Nord Ovest allontana le voci preoccupate sulle attività del pronto soccorso, relative alla mancata attribuzione, per il mese di febbraio, del “raddoppio” del medico al pronto soccorso elbano. L’azienda spiega come, di fatto, nei mesi invernali, il raddoppio non ci sia mai stato. «Nel periodo invernale c’è sempre stato un solo medico H24 a presidiare le attività di pronto soccorso all’Isola d’Elba, certo sempre in costante integrazione con i servizi territoriali di emergenza urgenza. L’esperienza di questi anni conferma, infatti, che questo modello organizzativo è in grado di far fronte in maniera adeguata alle esigenze dell’isola. Il raddoppio del medico in Pronto Soccorso avviene invece nel periodo estivo, quando l’aumento del carico di lavoro rende necessaria la presenza di più personale». In realtà la presenza di un secondo medico, secondo quanto confermato da fonti sindacali, è un rinforzo a cui si è attinto spesso anche fuori dall’estate, sempre compatibilmente con i problemi di organico, basti pensare che nei mesi di ottobre, novembre e dicembre il “raddoppio” è stato garantito 51 giorni su 92.

L’azienda Usl Toscana Nord Ovest, inoltre, escldue che l’assenza di un secondo medico possa pesare nel periodo del picco dell’influenza e dell’emergenza Coronavirus. «Per quanto riguarda la questione coronavirus – prosegue l’Asl - non ci sono al momento adempimenti particolari da attuare, nè all’Elba né all’interno degli altri territori aziendali». La direzione aziendale e tutti i dipartimenti dell’azienda, tuttavia, «sono impegnati a monitorare costantemente l’evolversi della situazione, a organizzare al meglio la rete dei servizi territoriali, ospedalieri e della prevenzione, coordinandosi con i livelli centrali per garantire la sicurezza dei pazienti, dei lavoratori della sanità e della popolazione. Le strutture interessate sono in possesso della procedura elaborata dall’azienda e degli aggiornamenti pervenuti dal Ministero e, in presenza di casi sospetti, tutto il personale è in grado di affrontare con professionalità ed in maniera appropriata i vari step del percorso». —



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