Sicurezza
«Lami della Cgil banalizza il problema delle microimprese»
«Ci giunge strano l’intervento del segretario della Cgil Toscana Mirko Lami sulle problematiche del commercio in Piombino che offre sulla stampa soluzioni facili per risolvere i complessi problemi della città. Apprezziamo che la Cgil ponga attenzione sulle piccole imprese del commercio e più in generale del tessuto cittadino, ma la soluzione prospettata appare distorta così come suggerire «aiuti anche attraverso la bilateralità» quando anche l’associazione sindacale che rappresenta fa parte degli stessi enti bilaterali e partecipa alle decisioni di reinvestimento delle (poche) risorse in formazione, sostegno alternanza scuola lavoro, sostegno al reddito...
Il problema delle microimprese del commercio e dell’artigianato, nel nostro come in altri comuni, è complesso e banalizzarlo con facili soluzioni e con il maggior impegno delle sole associazioni datoriali in un momento complicato come questo è non solo pericoloso, ma anche strumentale. Tutte le componenti sono fondamentali e sicuramente ci trova d’accordo che questa città ha bisogno di una svolta evolvendo la propria economia. Le associazioni di categoria da tempo sostengono che la città deve diversificare e lavorano ogni giorno in questo senso, ognuno facendo la sua parte a livello locale e regionale, nel rispetto dei ruoli. Siamo e saremo sempre certi che il ruolo di quel negozio che ha chiuso così come degli esercizi di vicinato in generale è fondamentale, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e di presidio di sicurezza. Purtroppo questo non viene ritenuto tale da tutti, amministratori, enti locali, legislatore, talvolta anche dagli stessi cittadini; da qui l’impegno di Cna, Confesercenti e Confcommercio per inserire norme, tutele e possibilità nelle leggi e regolamenti, anche locali, che disciplinano i nostri settori, come la possibilità di «rottamare le licenze commerciali» come forma di avviamento alla pensione per chi non riesce più a competere con la grande distribuzione o con i giganti del commercio elettronico ma comunque ha pagato contributi per decine e decine di anni; come cercare di rimandare o correggere scelte dello Stato (vedi la lotteria degli scontrini e lo “scontrino digitale”) che impongono nuove difficoltà e costi alle piccole imprese. Non ci si può limitare alla ricerca della colpa ma è molto più importante lavorare tutti insieme sul trovare una soluzione per la città di Piombino. Ahinoi, soluzioni facili a problemi complessi non esistono». —
Cna
Confcommercio
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google