Il Tirreno

l’operazione  

La guardia costiera multa un peschereccio per una rete irregolare

La guardia costiera multa un peschereccio per una rete irregolare

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PORTOFERRAIO. Rete da pesca illegale nelle acque dell’isola d’Elba. È quanto hanno scoperto i militari della guardia costiera di Portoferraio che hanno portato a termine un’operazione contro la pesca abusiva nella giornata di giovedì.

La motovedetta CP 2117, unità navale di polizia marittima della guardia costiera di Portoferraio, con a bordo un team ispettivo di militari specializzati, stava compiendo una attività di vigilanza sulle attività di pesca nella propria area di giurisdizione.

Il mezzo navale si trovava al largo di Porto Azzurro, quando ha individuato un peschereccio iscritto nella marineria di Castiglione della Pescaia che utilizzava una rete non conforme alle normative vigenti in materia di attrezzi da pesca.

In particolare, l’unità marittima, autorizzata alla pesca a strascico, era intenta a pescare con una rete che possedeva nella sua parte terminale, il sacco, una ulteriore e non regolamentare parte di rete con maglie di ampiezza non superiore ai 15 millimetri. Una misura nettamente inferiore al limite di 40 millimetri previsto per le reti a strascico. Con queste dimensioni, infatti, lo strumento da pesca diventa non selettivo, in quanto consente la cattura anche di specie di novellame o sottomisura, impedendone la crescita e la riproduzione e causando per questo un grave danno per la risorsa ittica del nostro mare.

I militari della guardia costiera hanno pertanto elevato una sanzione amministrativa di 2.000 euro e la rete da pesca irregolare a strascico di lunghezza di 25 metri è stata posta sotto sequestro assieme al prodotto ittico, circa mezzo quintale, trovato a bordo al momento del controllo.

Il giorno successivo all’operazione condotta dalla guardia costiera di Portoferraio, a seguito dei controlli effettuati dal medico veterinario dell’azienda sanitaria locale (di recente firmataria di un apposito protocollo di intesa con la direzione marittima della Toscana), il pescato sequestrato è stato donato in beneficenza a un ente caritatevole che opera sul territorio elbano a favore dei più bisognosi. —



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