Toscana
Il giro virtuoso dell’acqua dal depuratore ai campi
Inaugurato l’innovativo impianto di Guardamare che alimenta il laghetto di Tufaia L’acqua opportunamente trattata e miscelata è a disposizione dell’agricoltura
campiglia. Sostenibilità dei costi, sostenibilità ambientale, tutela delle produzioni agricole e replicabilità del modello sono le parole chiave del sistema di riuso di acqua a scopo irriguo in agricoltura inaugurato la mattina del 31 gennaio insieme al rinnovamento dell’impianto di depurazione Guardamare nel Comune di San Vincenzo. Il progetto che si pone l’obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici e salvaguardare la risorsa idrica, grazie a un impianto innovativo che va da Guardamare al laghetto di Tufaia.
La Regione Toscana ha finanziato, nella prima fase di emergenza del 2017 con 100.000 euro e successivamente, a fine 2018, con 260.000 euro, un progetto pilota sperimentale per utilizzare le acque reflue a scopo agricolo, al fine di ottimizzare il servizio e promuovere la tutela ambientale. Sono state necessarie modiche idrauliche e impiantistiche del depuratore per realizzare l’impianto terziario che consentirà di disporre di acque reflue, specificamente trattate, da destinare a fini irrigui. Inoltre, per raggiungere maggiore efficienza ed efficacia, Asa ha investito oltre 800.000 euro per sostituire i componenti principali, come le pompe e i diffusori che garantiranno migliori prestazioni nei trattamenti dei reflui, ed è stato ammodernato sia il software che gestisce le varie fasi dell’infrastruttura che gli impianti elettrici.
L’opera che esalta il concetto di consumo sostenibile dell’acqua, in un’ottica di economia circolare, in un territorio molto idroesigente per turismo, industria e agricoltura. Il sistema di trattamento terziario consiste in uno speciale filtro a dischi, in un sistema di dosaggio di acido paracetico e una disinfezione in continuo attraverso Uv. Tutto questo è stato possibile grazie al secondo finanziamento regionale, nonché per gli esiti positivi dei test funzionali e qualitativi eseguiti durante la fase di sperimentazione svoltasi nei mesi scorsi.
Le acque non vengono inviate direttamente al riutilizzo irriguo, ma sono collettate e miscelate all’interno del lago del Molino a Venturina Terme. L’acqua, dopo essere stata depurata, viene immessa nel lago e riutilizzata miscelata nel sistema di distribuzione irriguo denominato della Fossa Calda gestito dal Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa nel Comune di Campiglia Marittima. Da qui verrà avviata la distribuzione verso le esigenze agricole. Il collaudo del post trattamento delle acque reflue ha dato esito positivo ed è stato possibile inaugurare l’impianto alla presenza delle varie autorità, portatori di interesse e associazioni di categoria. Presenti per la Regione l’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi e il presidente seconda commissione Gianni Anselmi, il dirigente Antonino Melara, la funzionaria Stefania Nuvoli, le amministrazioni di San Vincenzo e Campiglia Marittima con i sindaci Massimo Bandini e Alberta Ticciati, il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa con il presidente Giancarlo Vallesi, il direttore generale Roberto Benvenuto e i propri tecnici, il dirigente Roberto Pandolfi e il responsabile del servizio irrigazione Giancarlo Guazzi, l’azienda Asa con i propri tecnici, il dirigente Michele Del Corso, la responsabile Ufficio ambiente Barbara La Comba, l’amministratore delegato Ennio Trebino e il presidente Nicola Ceravolo. —
Annalisa Mastellone
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