Il Tirreno

il caso rimateria 

Conferimenti, confermato lo stop: «La discarica non è a norma»

Manolo Morandini
Conferimenti, confermato lo stop: «La discarica non è a norma»

La sospensione prorogata dalla Regione fino al 30 giugno, tra i punti contestati le coperture dei settori già esauriti

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Cancelli chiusi alla discarica di Ischia di Crociano. Resta in vigore lo stop ai conferimenti dei rifiuti. È quanto dispone la direzione Ambiente ed energia della Regione Toscana con il decreto 1115 del 31 gennaio, ovvero l’ultimo giorno di validità della sospensione in base al precedente decreto 18561 del 15 novembre. La società Rimateria Spa resta diffidata, in qualità di gestore dell’impianto, ad attuare tutte le azioni e gli interventi necessari a ricondurre la gestione nel rispetto delle prescrizioni. Il riferimento è a quanto previsto nel decreto che il 12 aprile dello scorso anno ha modificato l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2011 dalla Provincia di Livorno.

Un provvedimento nell’aria considerato che qualcosa si è mosso nel recinto degli impianti Rimateria, ma non tutto quanto richiesto per superare le ragioni della diffida di novembre 2019. Tra le note dolenti resta la questione delle maleodoranze. Il 20 gennaio i tecnici Arpat e alla presenza dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Grosseto hanno varcato il cancello a Ischia di Crociano per verificare lo stato dell’arte e la rispondenza del percorso ipotizzato dall’azienda per superare l’ennesimo impasse. E la quadra per rimettere in marcia i motori dell’azienda, cioè il conferimento dei rifiuti negli spazi del cosiddetto cono rovescio, non c’è ancora.

È stato appurato, da quanto si legge nella diffida regionale, che “sono stati completati e collegati all’impianto di trattamento del biogas tutti i pozzi realizzati e che il sistema di aspirazione e trattamento risulta correttamente funzionante”. Inoltre, che il settore A, lato nord, “risultava completamente ricoperto con teli in Hdpe, in ottimo stato di conservazione e ancorati”. Ma durante il sopralluogo sono state percepite “maleodoranze dovute a emissione di biogas, provenienti essenzialmente dalle superfici della discarica del settore A, parte sud, dotato invece di una copertura in terra che in alcuni punti risultava ancora insufficiente a contenerle”.

Nello stesso giorno si è tenuto un tavolo tecnico tra i rappresentanti di Rimateria, uffici regionali e Arpat, in cui l’azienda ha comunicato di aver superato le criticità riguardo l’accordo con JSW Steel Italy e di avere in corso la predisposizione dei report dei monitoraggi effettuati dalle centraline attive da dicembre, “che pare evidenzino un trend di riduzione della concentrazione dell’idrogeno solforato. Gli uffici hanno chiesto l’invio delle misure rilevate, con relativa disamina, ai fini di acquisire in merito le valutazioni di Arpat”. Sul tavolo le proposte tecniche per eliminare le maleodoranze dalle porzioni di discarica ancora emissive ed esaminate diverse proposte di interventi di emergenza di possibile immediata attivazione. Contestualmente “l’azienda è stata invitata ad attivare immediatamente tutti gli interventi gestionali rivolti alla riduzione delle emissioni odorigene – prosegue –, condizione necessaria alla ripresa dell’attività”.

Insomma, si chiede un crono programma per ciò che resta ancora da fare, con particolare riferimento alle date di inizio lavori per le coperture dei settori A, B e C della discarica “dettagliando gli interventi previsti e giustificando le tempistiche individuate, al fine di procedere con i dovuti lavori di copertura della discarica, anche a seguito della realizzazione delle opere di regimazione idraulica provvisorie e definitive”.

Nel decreto di proroga della sospensione si prende atto che Rimateria “ha attuato o sia in procinto di completare alcuni degli interventi imposti a seguito della diffida”, ma la gestione della discarica risulta, a oggi, “ancora condotta in maniera non completamente adeguata e conforme alle norme tecniche di riferimento” e a quanto autorizzato. IL dito è puntato sulle opere di chiusura temporanea e definitiva dei lotti già completati, “che sono considerate interventi prioritari ai fini della tutela ambientale e della popolazione circostante nonché indispensabili per evitare maleodoranze e per la corretta gestione del percolato della discarica”. La proroga della sospensione è un automatismo previsto dalla normativa di settore. Il termine è fissato al 30 giugno, “a meno che il gestore non ottemperi prima a tutte le prescrizioni”. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa