Gioco
Carico di semiprodotti dalla Cina, il terzo scalo a Piombino
L’arrivo del mercantile da Shanghai è previsto per metà febbraio: i controlli sanitari sul coronavirus saranno ripetuti in ogni porto
Valeria Parrini. Piombino. A metà febbraio arriverà daShanghai un carico di semiprodotti destinati a Jsw. Quello di Piombino sarà il terzo scalo del mercantile cinese che prima farà tappa in un altro porto europeo e poi a Ravenna. I controlli sanitari per rilevare l’eventuale presenza di passeggeri colpiti dal coronavirus saranno ripetuti in ciascuna delle tre situazioni. Come sempre accade prima che sia formalizzata l’autorizzazione agli sbarchi.
Anche in questo caso le procedure saranno affidate ai medici dell’Ufficio di sanità marittima di Livorno, emanazione diretta del Ministero della salute. Che in presenza di soggetti contagiati metterà in campo le misure previste dai protocolli.
La materia non è di competenza diretta dell’Autorità portuale che, attraverso il dirigente preposto, Claudio Capuano, precisa comunque che, «qualora se ne dovesse verificare la necessità, assicurerà il massimo scrupolo nell’attuazione di tutte le eventuali e ulteriori misure disposte dagli organi competenti».
L’Ap interviene dopo la sollecitazione del Comitato salute pubblica che in una nota fa riferimento in particolare al porto «dove – scrive – talvolta approdano navi provenienti dall’Estremo Oriente ed altre unità aventi equipaggi di nazionalità cinese».
Il Comitato chiede ad un elenco di soggetti istituzionali collegati alla materia, se «oltre alle consuete procedure che portano le navi ad avere la libera pratica sanitaria e la successiva autorizzazione ad approdare, siano state previste ulteriori azioni» e se gli stessi soggetti suggeriscano particolari comportamenti in grado di evitare rischi di contagio per i lavoratori portuali e per la cittadinanza. Da giorni l’Ics (l’International Chamber of Shipping, la “camera” di rappresentanza di circa l’80 per cento del tonnellaggio mercantile mondiale), ha comunicato ai suoi iscritti le misure per contenere la diffusione del virus.
Misure che riflettono i consigli diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità. L’Oms sottolinea che se queste procedure saranno diffusamente adottate, non ci saranno «restrizioni inutili del traffico internazionale». In prima battuta si tratta dello screening in uscita dai porti per individuare eventuali passeggeri sintomatici. Secondo elemento, campagne di informazione sanitaria, soprattutto per sensibilizzare sulla prassi da adottare in caso di sintomi e, infine, la collaborazione con le autorità pubbliche per la gestione dei casi.
«Siamo grati che l’Oms abbia evitato una reazione istintiva, che non farebbe comodo a nessuno», ha commentato il segretario generale, Guy Platten.
L’invito ad evitare allarmismi continua ad arrivare anche dalla comunità scientifica. Per l’infettivologo Matteo Bassetti «la situazione va vigilata attentamente ed è bene tenere alta la guardia sugli eventuali casi sospetti provenienti dalle aree epidemiche, ma senza creare allarmismi. Il virus è meno letale delle polmoniti che curiamo in ospedale». –
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