Il Tirreno

l’incubo coronavirus 

Due elbani tra i passeggeri bloccati sulla Costa

Luca Centini
Due elbani tra i passeggeri bloccati sulla Costa

La coppia a bordo della nave fermata per un caso sospetto, poi il test negativo: «Per tre ore nessuna notizia, che ansia!»

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PORTO AZZURRO. «Prima ci hanno detto che erano in corso dei normali test sanitari, poi non abbiamo più avuto informazioni. E, solo dopo delle ore, ci è stato detto che non potevamo sbarcare: la nostra escursione a Roma era stata cancellata».

Sono le 18. A parlare al Tirreno è Davide, 35 anni di Porto Azzurro (ha insistito nel non voler rivelare il suo cognome). È al telefono da uno dei ponti della Costa Smeralda di Costa Crociere, assieme alla sua ragazza, anche lei elbana, di 34 anni. Da ieri alle 7 sono ostaggio a bordo del gigante delle crociere. Nel primo pomeriggio la notizia rimbalza anche all’Elba, riportata dai ragazzi dell’Edicola Elbana Show. Seimila passeggeri (e due elbani) sono sulla nave bloccata in banchina. Il motivo? A bordo ci sono due casi sospetti di Coronavirus. Una coppia di Macao (Cina): la moglie di 54 anni ha la febbre, presenta sintomi compatibili alla malattia che sta spaventando il mondo. Le escursioni sono annullate, nessuno scende. E dopo che alle 14,30 tutto sembra volgere al meglio, con l’autorità marittima che autorizza lo sbarco di 1140 passeggeri e dall’ospedale giungono i primi esiti rassicuranti dei test (in serata sarà confermata la negatività), è il sindaco di Civitavecchia a bloccare tutto. «Non scende nessuno fino a quando i risultati non saranno definitivi».

Per ore si attendono novità mentre i passeggeri restano ostaggi nei saloni extralusso della nave. Tra questi ci sono Davide e la sua ragazza. Sono partiti alcuni giorni fa dal porto di Savona. Poi Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca. Ieri avrebbero visitato Roma. «La frammentazione delle notizie è stato un problema – racconta Davide – dopo che ci hanno detto dei casi sospetti di Coronavirus abbiamo avuto tante informazioni ravvicinate, poi tre ore di silenzio. Nella nave è salita l’ansia, nessuno sapeva cosa stesse succedendo». Alle 18, quando Il Tirreno è riuscito a contattare la coppia telefonicamente (nei saloni il segnale è nullo) Davide è moderatamente tranquillo. «Non abbiamo neanche visto la coppia cinese che è stata sottoposta ai test, ci hanno detto che l’esito è negativo e non c’è da preoccuparsi. L’autorità marittima vuole farci scendere, il sindaco di Civitavecchia no. Nel frattempo hanno annullato le escursioni e ci fanno firmare dei moduli di individuazione passeggero per i fini di sanità pubblica, per quando scenderemo. Siamo in attesa».

Davide ha cercato di mantenere la calma. «Le attività sono riprese regolarmente – racconta – abbiamo trascorso un po’ di tempo in cabina, poi siamo usciti a mangiare. Anche le lezioni di ballo, per dire, sono riprese». La crociera dei due elbani dovrebbe proseguire fino a Savona. «In realtà non so cosa faremo, forse scendiamo qui», racconta – anche se trovarsi a Civitavecchia con le valigie non è il massimo. Decideremo nelle prossime ore». L’attesa, in realtà, è destinata ad allungarsi. In serata, infatti, arriva la notizia: la Smeralda non parte, i 1000 passeggeri che si sarebbero dovuti imbarcare dormono in albergo, quelli che invece sarebbero dovuti scendere a Civitavecchia restano a bordo (nonostante voli e treni prenotati). La tensione sulla nave sia salita. Per la coppia elbana lo stop forzato comporterà la cancellazione della tappa di La Spezia e il ritorno diretto a Savona. —

Luca Centini

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