Toscana
Anche con le sirene per salutare la pensione del poliziotto Ferrari
PORTOFERRAIO. L’assistente capo coordinatore della polizia di stato Paolo Ferrari va in pensione, dopo 37 anni di servizio e 24 anni trascorsi all’Elba.
Nella mattinata del 29 gennaio al commissariato ha trovato i mezzi schierati con le sirene accese e i colleghi ad applaudirlo, con un rinfresco e una targa ricordo. Col 31 gennaio termina il lavoro in quella che considera la sua casa dove ha fatto squadra con gli agenti del suo turno, “il turno del comandante”. Almeno una volta a tutti è capitato di incrociare Paolo Ferrari sulla volante sulle strade dell’Elba. «Dal 1983 ho prestato servizio presso la squadra mobile della questura di Pisa con incarichi antidroga e successivamente al nucleo volanti, poi sono venuto all’Elba – racconta Ferrari – so che sono conosciuto in giro e a volte criticato. Ma sempre fatto il mio dovere con passione e penso di aver salvato tante vite».
A 56 anni si toglie la divisa e si dedicherà alla sua famiglia (la moglie Lucia, conosciuta a Pisa, è avvocato e la figlia Jessica studentessa di giurisprudenza) e alle sua passioni. Il suo motto è “la penna fa più male della violenza”. «Sono contro la violenza nel nostro lavoro – spiega – ho sempre usato la penna, e questo è il mio consiglio per i giovani che entreranno in polizia». Ora volta pagina.
«Spogliarmi di questa divisa – commenta – è un dispiacere ma è l’ora di dare spazio ai giovani. Il 31 gennaio quando consegnerò la pistola e il tesserino per me sarà un dispiacere. Il mio l’ho fatto, ma se ne va via un pezzo di vita».
Grande la commozione nel vedere l’affetto di colleghi e amici che hanno lavorato con lui in questi anni. «Ha sempre lavorato privilegiando la sicurezza e il rispetto delle regole – ha commentato il dirigente del commissariato, Pietro Scroccarello – ed è con la prevenzione si salvano le vite. Ci sono persone che oggi lo ringraziano e altre che magari rimangono male. Ma nello specifico resta questo: lo ha fatto per il bene di tutti, ovviamente applicando la norma. Quello che conta è la figura umana e credere nella sicurezza e in questi controlli. E Paolo Ferrari è stato un esempio in questo». — A. D.
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