Via allo sciopero della fame in tanti solidarizzano con Francini e Preziosi
PIOMBINO. È iniziato ieri lo sciopero della fame di Paolo Francini e Ugo Preziosi nel gazebo installato in paizza Cappelletti dove si sono radunati con loro gli attivisti di Camping cig.
Lo sciopero della fame per Camping Cig «è un modo di riproporre a tutti i soggetti sindacali, associativi, politici, culturali e istituzionali, di coordinarsi senza primogeniture, per dare vita alla mobilitazione unitaria dei lavoratori e della città insieme, indispensabile a far emergere dal silenzio il caso Piombino, anche in relazione alla richiesta di nuovo incontro al Mise, avanzata dal sindaco Francesco Ferrari e dal presidente della Regione, Enrico Rossi.
Nella mattinata hanno ricevuto la visita del presidente di Legambiente, Adriano Bruschi, di dirigenti sindacali quali Lorenzo Fusco e Daniele Pallini (Uilm), David Romagnani e Paolo Carli (Fiom, Fausto Fagioli e Paolo Cappelli (Fim), Claudio Lucchesi (Uglm), Massimo Lami (Usb), oltre che del sindaco Ferrari, dell’assessore al Lavoro Sabrina Nigro e di numerosi consiglieri comunali.
«Sono andato a portare il sostegno dell’amministrazione all’azione organizzata da Camping Cig – ha detto Ferrari – perché ogni azione che può accendere i riflettori sulle questioni di Piombino troverà sempre l’appoggio della mia amministrazione».
Sono arrivati messaggi di sostegno dal senatore Gregorio De Falco (Gruppo misto) e dal deputato Stefano Fassina (Leu). Gloria Vizzini (Gruppo misto della Camera) in una nota ha scritto che «il ministro Stefano Patuanelli deve mettere Jindal di fronte alle proprie responsabilità e pretendere da Jsw la presentazione immediata del Piano di fattibilità atteso da ormai 18 mesi».
Parlando della richiesta di proroga inviata dalla multinazionale indiana, Vizzini ha ricordato che «solo pochi giorni fa, il vicecapo di Gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, rassicurava sui tempi di presentazione del Piano. Parole smentite dall’ennesimo tentativo di posticipare il momento in cui i nodi, in un modo o nell’altro, verranno al pettine. Sono vicina ai lavoratori che iniziano lo sciopero della fame, un gesto estremo per sottolineare la disperazione di fronte all’incertezza del futuro. Negli ultimi 12 mesi tutta l’attenzione del Governo è stata focalizzata sull’Ilva di Taranto ma è necessario ribadire – ha concluso – che la siderurgia italiana va ripensata strutturalmente anche salvaguardando le realtà produttive in difficoltà di Piombino e di Terni». —
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