Ponte all’Acquaviva Armature a vista e ossidazioni evidenti
san vincenzo. Il problema resta, ma cambiano le competenze. A fare la differenza è la classificazione di quel tratto della Vecchia Aurelia, passato dalla Provincia al Comune di San Vincenzo. Siamo nella zona nord, poco dopo il distributore di benzina Eni. Superato l’hotel Santa Caterina, la strada diventa ponte per un breve tratto e oltrepassa il fosso dell’Acquaviva. Un ponte che mostra evidenti segni di usura.
Ferri a vista e cemento usurato, lato mare e lato monte. Ad essere rovinate sono soprattutto le parti più esterne dove, in più punti, è osservabile lo scheletro metallico, non più nascosto dal cemento. E con segni evidenti di ossidazione. Il problema segnalato dal Tirreno la scorsa estate ha portato a un primo sopralluogo dei tecnici provinciali. Appurato che non l’infrastruttura al momento non presenta situazioni di pericolo si è anche verificato che ormai prendersene cura è di competenza del Comune di San Vincenzo. Lì la strada è comunale: via Aurelia nord.
Scesi i primi gradini della scalinata che conduce verso la parte bassa del ponte, ciò che balza all’occhio sono i ferri che compongono lo scheletro della struttura che in più zone spuntano dal cemento. Armature che sono allo scoperto sia nella parte del ponte esposta verso il mare che nel lato opposto.
Tempo fa una situazione simile si è verificata al Passaggione, il cavalcavia che oltrepassa via Roma, anch’esso caratterizzato dalla presenza di ferri a vista. In quel caso, essendo un ponte funzionale al transito dei treni, la competenza era di Rete ferroviaria italiana (Rfi) che, dopo aver sottolineato l’assenza di rischi per le persone, decise comunque di sottoporre la struttura a interventi di manutenzione. —
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