Il Tirreno

PIOMBINO

Acciaierie, tre giorni di sciopero della fame: «Il Governo ci deve ascoltare»

Acciaierie, tre giorni di sciopero della fame: «Il Governo ci deve ascoltare»

Paolo Francini e Ugo Preziosi assumeranno solo liquidi. Assemblea permanente in piazza Cappelletti

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PIOMBINO. Tre giorni di sciopero della fame, a partire da martedì 28, con presidio e assemblea permanente in piazza Cappelletti, per provare a smuovere il Governo dal suo immobilismo, dopo l’ulteriore proroga (4 mesi) chiesta da Sajjan Jindal per la presentazione del piano industriale sulle acciaierie. Tre giorni e poi si vedrà. Camping Cig, promotore dell’iniziativa, chiede aiuto alla città per «costruire insieme una mobilitazione unitaria e permanente. Lo Stato – si legge in una nota – inneschi interventi pubblico-privati per le bonifiche, le infrastrutture, la diversificazione economica e una siderurgia ecocompatibile lontano dalla città».. Lo sciopero della fame vedrà protagonisti Paolo Francini, uno dei nomi simbolo di Camping cig, e Ugo Preziosi, noto per l’attività sindacale negli anni Novanta, negli ultimi tempi uno dei volti più popolari della protesta ambientalista. Per tre giorni assumeranno solo liquidi, altri esponenti di Camping cig si alterneranno in uno sciopero della fame “a staffetta”.

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Francini non è nuovo a questo tipo di protesta, già praticata nelle varie fasi della crisi delle acciaierie. Scettico fin da subito sulle soluzioni proposte dalla politica e sulla linea del sindacato, resta convinto «che c’è bisogno di una straordinaria mobilitazione sul caso Piombino. La richiesta di proroga di Jsw è l’ennesima presa in giro alla città. E non è accettabile che al Mise non si presenti mai un ministro per affrontare le questioni della seconda acciaieria italiana».

Una vita in fabbrica, Francini è in cassa integrazione da anni. Spiega che l’azione di Camping cig vuole essere «un grido di rabbia e di dolore, ma anche di speranza. Non vogliamo diventare casi umani, ma ricordare a tutti cosa sta succedendo in questa città». Francini ne ha per il governo ma anche per l’azienda, «perché Jsw per dimostrare il suo impegno potrebbe investire nei laminatoi quei 18 milioni più volte annunciati, e fare gli smantellamenti che avrebbero dovuto essere conclusi nel 2019. Certo in questa situazione non si può accettare la fine della sorveglianza governativa, fissata tra pochi mesi».

Ugo Preziosi, con Camping cig fin dall’inizio, spiega che «nell’elaborazione fatta dall’associazione trova spazio anche l’ambiente, perché pensiamo a uno sviluppo che guardi anche alla diversificazione. Del resto a Piombino lavoro e ambiente sono le due questioni irrisolte, la politica se ne deve interessare. A me ora non interessa cercare le colpe, – prosegue – ma la città vuole e deve sapere la verità sul suo futuro. Certo questo territorio non può restare bloccato per sempre sulle promesse di Jindal. Sono convinto – conclude Preziosi – che ora serva una grande spinta dei piombinesi, e che ci siano le condizioni per uno sciopero generale». —

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