Italia
Sonia Santi, presto il verdetto del Riesame
La procura di Grosseto ha fatto ricorso contro la sua scarcerazione. Lo zio del 19enne ferito chiede i domiciliari
gavorrano. Il tribunale del Riesame dovrà presto pronunciarsi sul ricorso presentato dalla Procura sulla scarcerazione di Sonia Santi, di Suvereto, oltre che di Abdellah El Jamouni, 28 anni.
Quest’ultimo si era presentato spontaneamente ai carabinieri, dicendo loro di avere informazioni che avrebbero potuto aiutarli. Ma su di lui pendeva un ordine di carcerazione e così, alla metà di agosto, Abdellah El Jamouni fu portato in carcere. Da Grosseto, il ragazzo di origini marocchine, zio di Rahaal El Jamouni, il diciannovenne rimasto ferito nella sparatoria nella zona dei vecchi bacini delle miniere di Gavorrano durante la quale rimase ucciso Bouazza Jarmouni, 25 anni, è stato trasferito al carcere di Sollicciano e la scorsa settimana, il giudice per l’udienza preliminare Giovanni Muscogiuri ha rigettato la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
L’avvocato Sabrina Pollini, difensore del ventottenne, ha quindi deciso di presentare appello al tribunale del Riesame di Firenze.
Il ventottenne, quando ci fu l’omicidio a Gavorrano, per il quale è in carcere Mirko Meozzi, l’amico di Sonia Santi, che è invece indagata per concorso anomalo in omicidio, si presentò dai carabinieri per spiegare loro che la notte precedente, quando suo nipote fu ferito, mandò al giovane zio alcuni messaggi. Informazioni importanti, che il giovane nordafricano ha voluto consegnare direttamente agli investigatori, pur sapendo che presentandosi in caserma, sarebbe stato portato in carcere. Da agosto, l’uomo, non è più uscito: il suo avvocato ha presentato appello al tribunale del Riesame perché ci sarebbe un connazionale del giovane, che da tantissimi anni vive in Italia, pronto ad ospitarlo a casa sua a Pistoia. L’uomo, che non ha alcun precedente, ha lavorato a lungo nel nostro Paese e ora è in pensione. Arresti domiciliari con il braccialetto elettronico in una città differente da quella nella quale il ragazzo avrebbe commesso il reato di spaccio: è questa la proposta fatta al giudice per l’udienza preliminare prima, e che ora viene presentata direttamente al tribunale del Riesame. In questo modo - ne è convinta l’avvocato Pollini - il ventottenne non avrà alcun contatto con l’ambiente nel quale aveva commesso in precedenza i reati contestati. L’uomo disposto ad accoglierlo, pensionato, potrebbe prendersi cura del giovane connazionale, dedicandogli tempo e provvedendo anche alle sue necessità materiali. L’atteggiamento del ragazzo, che pur di aiutare le indagini è finito in carcere, dimostrerebbe anche che il pericolo di fuga sembra scongiurato. Ora El Jamouni attende la decisione dei giudici fiorentini che dovranno dire se ci siano le condizioni per uscire dal carcere o se il giovane deve restare in cella. Il Riesame però, dovrà presto pronunciarsi anche sul ricorso presentato dalla Procura sulla scarcerazione di Sonia Santi, avvenuta il 6 settembre. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
