Gioco
D’Auria già fissa l’obiettivo Elba agli europei di calcio tra nazionali “alternative”
Il vulcanico sportivo elbano racconta il retroscena: «Ci avevano detto di no, ma dopo un discorso col cuore siamo stati accolti»
. È arrivato nella tarda serata di ieri a Portoferraio Gaetano D’Auria, con volo diretto Londra-Genova e da qui in treno fino a Piombino Marittima. È sceso dalla nave con la valigia piena di sogni, visto e considerato le conclusioni del meeting sull’isola di Jersey, sulla Manica, in occasione dell’assemblea della Conifa, la federazione di calcio alternativa alla Fifa che organizza campionati di calcio europei e mondiali per stati indipendenti e regioni non riconosciute. L’isola d’Elba, come Il Tirreno ha scritto ieri, è stata ammessa alla Conifa assieme alle Hawaii, Crimea, Rapa Nui. Ma non è stato tutto facile. Niente, in verità, è andato liscio come l’olio. È lo stesso D’Auria a rivivere quei momenti vissuti ad alta tensione.
«Quando siamo arrivati all’undicesimo punto – rivive quei momenti – e sul display in sala è apparsa l’immagine con le altre bandiere con scritto sotto “Yes” e quella dell’Elba con scritto “No”, ci sono rimasto davvero male. È lì che si vede l’amore per la tua terra che ti dà una spinta d’orgoglio. Dovevo assolutamente convincere tutti i membri a includere anche la nostra isola. Mi è uscito un discorso partito dal cuore (naturalmente pronunciato in italiano, però tradotto in diretta dall’interprete ndr) che tutti hanno apprezzato con un grande applauso finale. Grazie a tutti gli amici che ci hanno sostenuto e votato. Bellissimo anche il video di presentazione della nostra isola con le foto che ne esaltavano la bellezza naturalistica, resa più convincente con il sottofondo della canzone di Eros Ramazzotti “Più bella cosa” . A un certo punto un membro asiatico più volte mi ha chiesto chi la cantava. Un grazie ad Alberto Rischio e a tutti quelli che hanno organizzato questo bellissimo meeting».
Da questa mattina l’agenda del vulcanico D’Auria si infittisce di argomenti e di promemoria di cose da fare nelle prossime settimane e mesi. «Bisognerà anche pensare – ragiona a voce alta – a un inno che rappresenti la terza isola più grande d’Italia. Idee ne abbiamo a vagonate. Potrebbe essere rappresentativa una bell’aria di una delle operette musicate dal maestro Giuseppe Pietri. Ma prima ci sono delle priorità».
Al primo posto c’è da registrare l’atto costitutivo della nuova associazione all’Agenzia dell’entrate, insieme con i cinque soci fondatori. Poi occorre darsi uno statuto. Per farlo bisognerà convocare l’assemblea dei soci ed eleggere il direttivo. Inoltre, come tutte le squadre di calcio, anche la nazionale dell’Elba avrà bisogno di un selezionatore che dovrà essere nominato, insieme a un team tecnico che si occuperà solamente della squadra.
Per il neo eletto direttivo (qualunque esso sia) avrà un tour de force molto impegnativo per i prossimi mesi. «Vedremo – continua sempre D’Auria – di essere pronti per gli europei del 2021. E perché no? – conclude il sognatore elbano – il prossimo meeting della Conifa potrebbe svolgersi proprio all’Elba». Mai dire mai. —
Luigi Cignoni
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