Sicurezza
“Comunicazione non ostile”: il Comune aderisce al manifesto
Progetto contro la violenza delle parole soprattutto sulla rete La sindaca Ticciati: noi per primi dobbiamo dare l’esempio
CAMPIGLIA. È la metà di novembre dello scorso anno quando il presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, prende carta e penna per scrivere agli 8mila colleghi sindaci. L’invito è a firmare il Manifesto della comunicazione non ostile. Obiettivo: far proprio il decalogo che declina dieci principi e un progetto di sensibilizzazione contro la violenza delle parole. In Val di Cornia a fare da apripista è il Comune di Campiglia Marittima,che con la delibera di giunta numero 161 del 16 dicembre ha aderito alla proposta. Il Manifesto della comunicazione non ostile è nato nel 2017 da un’idea di Rosy Russo, che è presidente dell’Associazione Parole O_Stili, insieme a 300 professionisti della comunicazione, del marketing, del giornalismo, uniti dalla volontà di rendere la rete un luogo meno violento. Tradotto in 30 lingue e declinato in sei ambiti – politica, pubblica amministrazione, sport, educazione, aziende e scienza – ha ricevuto due medaglie del Presidente della Repubblica e vinto diversi premi. In pratica, la giunta campigliese deliberando l’adesione si assume l’impegno di osservare, promuovere e diffondere i dieci principi che si pongono l’obiettivo di contrastare l’odio in rete e sostenere un uso consapevole del linguaggio, sia da parte degli utenti che da parte di chi ricopre cariche politiche o istituzionali. Il Comune di Campiglia Marittima, si legge nella delibera, «intende sottoscrivere il Manifesto della comunicazione non ostile, impegnandosi a darne attuazione in tutte le attività e in tutti i canali di comunicazione non solo online ma anche off line e a divulgarne il contenuto sul territorio, consapevole della necessità di riportare ad un uso corretto del significato delle parole per lo sviluppo di una comunità educante».
«È un’azione simbolica ma di grande significato perché afferma l’importanza del dialogo basato sui principi di rispetto, anche dei ruoli – afferma la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati –. Per un’amministrazione comunale a maggior ragione è un dovere rapportarsi in modo corretto e dare il giusto esempio ai cittadini». Che aggiunge: «Un’adesione che è in linea con quanto fatto dal Comune di San Vincenzo dove si è scelto di istituire l’assessorato alla Gentilezza». —
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