La manifestazione
Bandiere della pace in piazza Cappelletti
PIOMBINO. La Rete solidale e antirazzista aderisce anche stavolta all’iniziativa nazinale “L’Italia che resiste”. Appuntamento sabato primo febbraio dalle 16 alle 19 in piazza Cappelletti dove sarà formato un presidio.
La Rete invita le donne e gli uomini, le associazioni di Piombino, a tornare in piazza anche nella nostra, come in altre città, portando con sé la bandiera della pace.
«Torniamo in piazza per chiedere al Governo e al Parlamento di abrogare i decreti Sicurezza e gli accordi con la Libia perché violano la nostra Costituzione e le Convenzioni internazionali, producono conseguenze negative sull’intera società italiana e ledono la nostra stessa umanità», si legge in una nota.
Per gli organizzatori, bisogna reintrodurre il permesso di soggiorno per motivi umanitari e la residenza anagrafica per i richiedenti asilo: «Senza documenti - si legge - i migranti sono condannati all'esclusione e allo sfruttamento, con conseguente aumento della marginalità e del disagio sociale. Bisogna riaprire l’accesso dei richiedenti asilo al sistema di accoglienza integrata e diffusa gestito dai Comuni: questo sistema (ex-Sprar) prevede percorsi di formazione e inserimento lavorativo, che permettono una positiva inclusione nella società italiana. I decreti Sicurezza sono costati pure multe per migliaia di euro a operai e studenti di Prato in lotta».
«Torniamo in piazza per spegnere la guerra e accendere la pace nella giustizia, contro le guerre e le dittature, a fianco dei popoli in lotta per i propri diritti. Manifestiamo il nostro sostegno alle popolazioni, vere vittime delle guerre, a chi si rivolta da Baghdad a Teheran, da Beirut ad Algeri, da Damasco, al Cairo, a Gerusalemme, a Gaza». —
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