La protesta
«Il Governo convochi i tavoli e rassicuri sugli impegni presi»
Ferrari: un’assemblea pubblica (il 30 gennaio) per discutere della situazione Usb: se Jsw non investe se ne deve andare e il territorio va bonificato e riconvertito
PIOMBINO. «Condivido le preoccupazioni e i timori dei lavoratori di Piombino. Tuttavia sottolineo che nella richiesta di rinvio l’azienda ha ribadito la volontà di presentare il piano industriale».
È l’opinione di Enrico Rossi alla notizia dell’annuncio da parte di Jsw di prendersi ancora quattro mesi per presentare il piano industriale, periodo in cui chiede al Governo di dare risposte concrete alle esigenze più volte espresse, ossia il costo dell’energia e lo smaltimento dei rifiuti industriali.
«Ora il Governo deve convocare i tavoli tecnici – sostiene il presidente della Regione – come concordato nell’ultima riunione, per sciogliere le questioni ancora in sospeso e dare rassicurazioni sul mantenimento degli impegni presi. Il piano industriale è imprescindibile per continuare a produrre acciaio a Piombino».
Intanto ieri il sindaco Francesco Ferrari ha convocato l’assemblea pubblica per parlare di ciò che è emerso alla riunione al Mise del 16 gennaio scorso e delle recenti novità che interessano l’impianto siderurgico, fissando l’appuntamento per giovedì 30 gennaio alle 18 al Centro giovani.
«L’avevamo annunciato prima dell’incontro – dichiara Ferrari – e credo che adesso, alla luce delle ultime novità che riguardano Jsw, sia ancora più importante che l’amministrazione si confronti con i cittadini, con i sindacati e le associazioni. L’abbiamo detto e lo ripetiamo: è essenziale cambiare approccio nei confronti dei problemi del territorio, affrontarli in modo unitario e stilare un atto unico che li metta in relazione. Non si può pensare di risolvere le criticità di Piombino continuando ad applicare soluzioni parziali e a breve termine, serve un progetto ampio e a lungo termine che includa il futuro della siderurgia, le bonifiche e le opere infrastrutturali».
Interviene anche il sindacato Usb, che spiega di essere stato sempre convinto, e di averlo ribadito anche nella manifestazione dell’11 gennaio, «che Jsw non avrebbe presentato il piano industriale nei tempi stabiliti. Qui si fa la lotta da parte delle altre sigle sindacali a Usb per non farlo partecipare alle elezioni rsu, ma si dimenticano dello stabilimento che è fermo e che ci sono più di 1000 dipendenti in cassa integrazione. Si fanno riunioni col Presidente della Regione e Confindustria a Piombino con strette di mano e tutto va bene. Il Governo pensa alle elezioni regionali ma intanto le aziende chiudono e Piombino viene lasciata nel dimenticatoio, la multinazionale chiede proroghe e il Governo le concede?».
Usb quindi sostiene che «se la multinazionale non investe se ne deve andare via, tutto quel territorio occupato per 500 posti di lavoro non ne vale la pena, deve essere bonificato e riconvertito. Il Governo e la Regione devono decidere cosa voglio fare di Piombino e del suo polo siderurgico che è secondo in Italia, se si vuole fare acciaio si deve intervenire tempestivamente con investimenti pubblici, rendere lo stabilimento parastatale con intervento pubblico-privato o nazionalizzando, questo vale per Taranto e per Piombino». —
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