Gioco
I dati della Gat sul turismo in crescendo non convincono le categorie del settore
Albergatori e associazioni commercianti: «Gli sbarchi sono aumentati ma quello che conta è il calo delle presenze»
portoferraio. Il dato pubblicato dalla Gestione associata per il turismo, che vede l’incremento del 2,58% degli arrivi all’isola d’Elba nell’anno appena passato rispetto al 2018, si inserisce nella discussione aperta sul turismo elbano e sulla necessità di avere un sistema attendibile ed integrato sulle presenze, gli orientamenti e la propensione alla spesa di chi arriva sull’isola. Quello dei biglietti soggetti a contributo di sbarco acquistati rimane l’unico dato certo, ma non esaustivo della fruizione turistica nella sua interezza. «Chiaramente – è il commento di Claudio Della Lucia, coordinatore della Gat – continua un trend positivo sul numero di chi sceglie l’Elba per una vacanza. È più conosciuta ed aumenta quindi il numero degli arrivi». Diverse le considerazioni di Della Lucia sulla lunghezza del soggiorno «che – ammette – anche se non possiamo avere dati definitivi, registra un trend in calo, soprattutto nel turismo balneare, sia a livello nazionale che internazionale. Arriva più gente ma sta meno». Il lavoro futuro quindi dovrà incentrarsi sull’allungamento della permanenza di chi arriva sull’isola «oltre che – aggiunge – sulla ricerca di nuovi fruitori. Un lavoro possibile con l’offerta sempre più varia e interessante come già abbiamo iniziato a fare». Il divario che preoccupa le associazioni di categoria è quello proprio tra gli arrivi e la permanenza «Ci sono state più corse ma probabilmente alla fine meno gente rispetto al 2018 – commenta Franco De Simone, presidente di Confesercenti – la percezione era che l’anno si chiudesse con un segno meno e questi dati soffrono della lunghezza della permanenza. Magari è ripreso il turismo sociale, magari c’è chi viene dalla mattina alla sera, ma presenze, consumi e pernottamenti non sono rosei e quelli che soffrono di più di questo sono gli appartamenti». I dati certi fino ad ora sono impossibili da recuperare, perché manca un sistema di rilevamenti attendibile. Ed a questo proposito De Simone auspica la costituzione di un osservatorio turistico che metta a confronto il territorio per collaborare ad una strategia turistica. «Così – termina – riusciremo a definire una strategia futura». Anche per Confcommercio l’analisi è la stessa. «Sono dati reali che evidenziano un maggiore movimento – considera Franca Rosso, presidente dell’associazione – ma i soggiorni sono più brevi. La nostra percezione è che quella del 2019 non sia stata una grande stagione per i nostri imprenditori e questo aumento degli arrivi non corrisponde alla spesa che viene effettuata sul nostro territorio». Ora l’attesa è per la prossima stagione, anche se ci sono alcune carenze importanti. «Siamo limitati soprattutto per quanto riguarda i trasporti – termina Rosso – marittimi, su gomma e soprattutto aerei. Sono fondamentali per farci valere con i nostri competitor». Men che meno i dati della Gestione associata convincono gli albergatori che al contrario hanno riscontri negativi sulle presenze. «Sono quelle che contano – ribadisce il presidente dell’associazione Massimo De Ferrari – e a noi risulta che siamo sotto del 3%. È acclarata la diminuzione del tempo di soggiorno ed è su questo che dobbiamo lavorare, come abbiamo iniziato a fare puntando ad eventi che diventino appetibili al momento che non si va al mare». —
Antonella Danesi
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