Il Tirreno

l'intervista

Dagli attacchi di panico a maestro di Reiki: «Insegno come si possa guarire se stessi»

di Maria Antonietta Schiavina
Dagli attacchi di panico a maestro di Reiki: «Insegno come si possa guarire se stessi»

Calabrese di nascita ma toscano di adozione, ha scelto Venturina per vivere preferendola alle città. Nel 1993 ha iniziato ad approfondire la conoscenza della sua mente con l’aiuto delle terapie energetiche e spirituali 

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Un bambino tranquillo, che non amava i giochi rumorosi, le zuffe e la confusione. Un bambino che si divertiva da solo, o con la sorella e pochi coetanei...Si appassionava a costruire oggetti, al modellismo, ai libri di avventure. Felice quando poteva stare all’aria aperta e in riva al mare: era tra quelli che non volevano mai uscire dall’acqua.

Oggi Bruno Castiglione – origini catanesi – molti anni trascorsi a Pesaro per il lavoro del padre, impiegato alla Banca d’Italia, e un lungo periodo vissuto a Firenze, «città stupenda ma troppo caotica» – abita a Venturina, dove si è trasferito con la moglie (Cristiana Magistro, medico omeopata e fitoterapeuta) e la figlia Bianca «per farla vivere in un ambiente più a misura d’uomo». E dice che ha scelto la Val di Cornia alla ricerca di quell’atmosfera e quel mare che sono stati per anni la sua linfa vitale.

Ora che è adulto, Bruno Castiglione continua la ricerca della “lentezza” come da bambino.

Ma qual è stato il percorso fatto prima di ritrovarla?

«Un percorso normale ma indotto. Ho frequentato il liceo scientifico, in parte a Pesaro e in parte a Firenze. Poi ho iniziato a studiare chimica industriale all’università di Padova (per dar retta ai consigli dei professori del liceo!) rendendomi subito conto che non avevo niente a che fare con quella materia. E, a un certo punto, ho chiuso con gli studi per occuparmi di pubbliche relazioni, organizzazione di eventi, editoria, marketing, formazione di venditori e consulenti pubblicitari. Concludendo, alla fine degli anni Novanta, con il managenent aziendale».

Quando ha iniziato a interessarsi di filosofia olistica?

«Nel 1993. Per approfondire la conoscenza di me stesso con l’aiuto delle terapie analitiche, energetiche e spirituali».

Lo ha fatto spinto da una motivazione particolare?

«Attacchi di panico frequenti e intensi, che mi hanno portato a consultarmi con una psicologa, il cui contributo, insieme allo yoga e alla meditazione, mi hanno fatto comprendere che era giunto il momento di guardarmi dentro e trovare una nuova strada».

Strada sulla quale ha poi continuato a camminare.

«Sì. Nel 2000 ho incontrato il Reiki (antica pratica giapponese volta a migliorare le condizioni psico-fisiche della persona, che da un po’ di tempo si adotta anche negli ospedali). Mi ha attratto da subito e, gradualmente, mi sono sentito guidare verso un’altra dimensione. Ho deciso così di conoscere meglio la disciplina e, nel 2005, ho conseguito il Master per poterla insegnare agli altri, iniziando poi a divulgarla, continuando nel frattempo a studiare le interazioni energetiche tra corpo, mente e spirito. E, dopo una formazione di tre anni con la dottoressa Emanuela Bertozzini, allieva e referente italiana dello psichiatra americano Brian Weiss, ho inserito anche la “regressione a vite passate” tra i miei strumenti di ricerca».

Si spieghi meglio.

«L’ipnosi regressiva a vite passate parte dal concetto che esistono le vite precedenti. Lo psichiatra americano Brian Weiss, spinto da alcune sue esperienze cliniche, ha messo a punto un sistema per far sì che emergano, durante l’ipnosi, immagini riferite al passato, che possono essere chiarificatrici per problematiche presenti nella vita attuale (ci sono molti suoi libri che parlano di questo argomento). Ovviamente l’ipnosi regressiva non si fa per semplice curiosità, o per scoprire se si è stati re, regine e cavalieri, ma solo se motivati da un tema personale da risolvere, come fobie o dinamiche di relazione».

In che modo funziona il concetto di potere di auto guarigione della mente, come recita la medicina olistica, ossia qual è il reale significato?

«La mente è strettamente connessa al corpo. Quando produciamo un pensiero negativo, si scatena un’emozione negativa; questo attiva nel cervello la produzione di ormoni dello stress, e l’effetto si riproduce su tutto l’organismo, muscoli, intestino, polmoni... È un meccanismo potente, ormai ben noto alla scienza e si parla molto di psicosomatica e di disturbi o patologie dovuti allo stress».

Veniamo alla sua scelta di cambiare ambiente. Abitando a Venturina, lei che è nato e cresciuto in grandi città, sente che la sua esistenza è migliorata?

«Molto. Ho sempre vissuto sul mare, ad eccezione degli anni fiorentini. E solo chi come me ha il mare nel Dna può capire cosa si prova a starne lontano».

Come si fa ad avere una qualità della vita migliore? E ci può riuscire chiunque?

«Se riusciamo a comprendere che la qualità della vita dipende dai pensieri che produciamo, è possibile. Se invece continuiamo a dare la colpa dei nostri problemi alla sfortuna, al governo, ai vicini rumorosi e a mille altri falsi “nemici esterni” la cosa diventa molto difficile. Sto parlando di consapevolezza e di educare la nostra mente a rispondere agli eventi esterni in modo adeguato e col giusto distacco, senza prendere tutto troppo sul personale. Le cose accadono comunque, giuste o no. Ma il modo in cui decidiamo di rispondere agli accadimenti può fare la differenza e la meditazione in questo è un ottimo strumento».

In pratica però oggi in cosa consiste il suo lavoro?

«Nell’accompagnare le persone che si rivolgono a me sulla soglia di questa consapevolezza e aiutarle ad riattivare il proprio potere di autoguarigione».

Lei, che “accompagna” gli altri, adesso è una persona serena?

«Sì. Ma la serenità non va pensata come qualcosa di piatto, fermo e imperturbabile. È impossibile, infatti, avere una mente che non produca pensieri ed emozioni. Mi piace pensare alla mente come al mare, che generalmente è calmo, ma ogni tanto si muove perché arriva una brezza, un vento forte, a volte una burrasca. E in questi casi serve una buona scuola di surf: la meditazione».



 

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