Il Tirreno

Aeroporto, lunedì è il giorno cruciale Due vettori in corsa per i voli con l’Elba

Luca Centini
Aeroporto, lunedì è il giorno cruciale Due vettori in corsa per i voli con l’Elba

Attesa per l’apertura delle buste contenenti le offerte economiche, il primo aereo potrebbe decollare i primi di febbraio

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Lunedì prossimo sarà un giorno cruciale per il futuro dell’aeroporto dell’isola d’Elba. Negli uffici romani di Enac (ente nazionale dell’aviazione civile) si apriranno infatti le buste contenenti le offerte economiche del bando di gara per il servizio di continuità aerea dell’isola d’Elba. Stiamo parlando dei voli tra l’aeroporto di Campo nell’Elba e gli scali italiani di Pisa, Firenze e Milano Linate.

Un servizio cessato sull’isola nell’autunno del 2017 e fino ad oggi rimasto inattivo. Il bando è stato pubblicato nell’autunno scorso, dopo che Enac ha portato a quota 3 milioni il finanziamento pubblico a sostegno del bando triennale. L’ultima compagnia ad aver collegato Campo con Pisa, Firenze e Milano Linate è la ceca Silver Air. Dopo due bandi andati deserti, lunedì l’esito dovrebbe essere diverso: sono due, infatti, le compagnie aeree che hanno presentato le offerte, già passate nei giorni scorsi sotto la lente dei tecnici di Enac che hanno verificato i requisiti tecnici. Lunedì saranno esaminate le offerte economiche.

«Le procedure dovrebbero essere rapide – fa sapere l’ingegnere Claudio Boccardo, amministratore unico di Alatoscana, la società che gestisce lo scalo dell’isola d’Elba – e dopo che il servizio sarà aggiudicato i voli potranno partire nel giro di pochi giorni». La speranza è di vedere il primo aereo decollare dall’aeroporto di Marina di Campo già nei primissimi giorni di febbraio. Prima, però, occorre che la procedura di affidamento sia portata a termine. La ripartenza del servizio di continuità territoriale tra l’Elba, Pisa, Firenze e Milano Linate è attesa come una boccata di ossigeno sull’isola. L’aeroporto, infatti, sta vivendo una fase particolarmente delicata segnata, oltre che dall’assenza fino ad oggi dei voli con gli aeroporti nazionali, con una drastica riduzione delle attività con l’estero. In questi anni hanno chiuso i battenti due vettori storici per l’isola, per anni attivi nei collegamenti tra lo scoglio e le mete svizzere, tedesche e austriache (la svizzera Skywork e l’austriaca Intersky). Da mesi AlaToscana sta sondando il mercato, in cerca di compagnie interessate ad attivare dei nuovi collegamenti con l’isola d’Elba. Ma per adesso senza risultati. «La verità – spiega l’amministratore unico della società AlaToscana Claudio Boccardo – è che in questi anni il mercato è cambiato radicalmente. Non esistono più vettori disposti a investire e assumersi il rischio di impresa per portare aerei da 35-50 posti su tratte come quella dell’isola. Quello che possiamo trovare, invece, sono compagnie che svolgono il servizio di “noleggio”, portando aerei, ma senza assumersi tutti i rischi».

È in questo contesto che si è sviluppata, nei mesi scorsi, la discussione relativa all’istituzione da parte dei Comuni elbani di un fondo di garanzia sostenuto con parte dell’incasso del contributo di sbarco e che avrebbe dovuto attirare le compagnie aeree sull’isola.

Dopo i contrasti con il Comune di Rio, la consulta dei sindaci ha trovato una sorta di intesa senza però sgombrare il campo né sulla definitiva istituzione del fondo, né sui tempi di attivazione. AlaToscana, nel frattempo resta in attesa di capire cosa intendono fare i sindaci. Se la riattivazione dei voli con le destinazione italiane assicura l’operatività dello scalo, resta da capire come far ripartire le attività con le destinazioni estere.

Per poter attirare di nuovo un traffico strutturato sull’isola d’Elba la società AlaToscana non vede altra strada se non quella di potenziare lo scalo dal punto di vista infrastrutturale, in modo da poter accogliere aerei con più passeggeri. Ma per potenziare l’aeroporto occorre, oltre alla volontà politica e strategica di tutte le istituzioni coinvolte, avviare e portare a termine iter urbanistici per i quali servono anni. E in questi anni cosa si vuole fare con l’aeroporto dell’isola d’Elba? In che modo si possono portare sullo Scoglio i vettori attivi sulle tratte europee? A queste due domande dovranno necessariamente rispondere le istituzioni che hanno a che fare con la gestione dello scalo aeroportuale di Marina di Campo. —

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