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Crisi della geotermia Giannoni preoccupato dal silenzio della Regione

G.P.
Crisi della geotermia Giannoni preoccupato dal silenzio della Regione

«Appalti ridotti, progetti fermi  Rossi aveva promesso  una riunione con le imprese in difficoltà ma non  abbiamo più saputo nulla»

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Monteverdi. La riduzione degli appalti nell’area geotermica tradizionale morde le aziende dell’indotto, alcune già boccheggiano e oltre 1.500 posti di lavoro sono a rischio. Questo è il quadro a tinte grigie che Carlo Giannoni, l’ex sindaco di Monteverdi e da alcune settimane rappresentante di una trentina di imprese del territorio, va illustrando in questi giorni ad amministratori pubblici e operatori tecnici.

«Ho l’impressione – è il suo primo commento – che ancora non ci sia piena consapevolezza della gravità della situazione, in particolare riguardo alle ripercussioni che il prolungarsi della crisi potrebbe determinare sul piano occupazionale».

Qualche speranza aveva suscitato il convegno di Larderello (10 gennaio), organizzato dalla Confapi e dai sindacati confederali. «Ma le promesse fatte in quella sede – osserva Giannoni – finora non hanno avuto riscontro. Intorno a questa drammatica vicenda continua a gravare un silenzio assordante».

Le promesse suscitatrici di speranze tra gli imprenditori erano state fatte dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, e condivise nella stessa occasione dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. In sintesi: sostegno alle imprese in difficoltà mediante il supporto della Regione per l’accesso al credito, anche attraverso i fondi gestiti direttamente dall’Ente. E questo per superare i mesi critici che intercorrono tra l’uscita del decreto Fer2 (atteso a febbraio, reintroduce gli incentivi alla geotermia) e la sua effettiva operatività (giugno-luglio), e conseguente ripresa di dialogo tra l’Enel Green Power, il principale committente nell’area geotermica, e le aziende dell’indotto.

«Rossi propose una riunione di tutte le parti interessate entro una settimana per definire un pacchetto di aiuti, ma finora nessun incontro è stato convocato, dalla Regione solo silenzio» continua Giannoni con una punta di delusione, ma ben deciso a tentare tutte le strade per far conoscere gravità e conseguenze della crisi. Che chiama in causa non solo l’Enel, ma anche i comuni del territorio. Infatti le attuali difficoltà sono determinate per una quota importante dal blocco dei progetti preparati dagli enti locali e in attesa di finanziamento. La normale procedura prevede che ogni anno le royalty versate da Enel per la mitigazione ambientale confluiscano in un fondo-geotermia gestito dal Cosvig (il consorzio regionale per la valorizzazione della geotermia) dal quale i comuni prelevano quanto serve per realizzare i progetti già approvati.

«Di solito – spiega Giannoni – verso settembre la Regione autorizza, invece il 2019 si è chiuso senza l’ok regionale e così sono fermi i progetti preparati nel 2018. Si tratta di opere per 3-4 milioni. Mi auguro che i sindaci dei comuni interessati compiano i passi opportuni per ottenere uno sblocco rapido delle autorizzazioni. È tanto lavoro».

Infine le imprese dell’indotto sono interessate ai bandi del Cosvig per l’ammodernamento delle attrezzature e lo sviluppo di nuove attività. Conclude Giannoni: «Quando le imprese migliorano la propria efficienza o ampliano le capacità operative creano contestualmente nuovi posti di lavoro». —

G.P.



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