Il Tirreno

ambiente e creatività 

Pesci grotteschi raccontano il mare pieno di spazzatura

Cecilia Cecchi
Pesci grotteschi raccontano il mare pieno di spazzatura

“Ciò che l’acqua mi ha dato” è il titolo della mostra personale di DonnaRuvida Hanna Sallingen: «Pulendo le spiagge l’idea di quadri in difesa della natura» 

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Pesci, come la rana pescatrice non “inghiottiti” ma creati da pezzi di rete. Cavalluccio marino fatto di rappini o la tartaruga che diventa plastica perché la mangia al posto delle meduse. Arte che arriva dal riciclo di materiale spiaggiato.

“Ciò che l’acqua mi ha dato” è il titolo della personale di DonnaRuvida che di nome fa Hanna Sallingen. Dalla Finlandia vive a Piombino; la scoperta della città durante una vacanza. «La scelta di restare – racconta DonnaRuvida-Hanna – anche per amore del mio partner Luigi... “Ciò che l’acqua mi ha dato” è il titolo di una delle meravigliose opere di Frida Kahlo ed ha un significato più profondo per me – prosegue –. Trasformazione della mia paura dell’acqua, l’urgenza di difendere il mare: una base di forza e ispirazione. Così ho cominciato a realizzare quadri per condividere un messaggio importante, stiamo distruggendo l’unico pianeta che abbiamo! » .

Dunque? «La plastica recuperata in spiaggia – risponde – prende nuova forma nelle giocose creature marine che ci fanno riflettere sul futuro che stiamo creando ogni giorno».

Di mestiere, in origine, la parrucchiera, poi il trasferimento qui da noi e una diversa voglia di fare cominciando a dipingere ed incollare. «Quasi per caso anche il nome d’arte – ricorda Hanna – Luigi ha un pezzo di terra in campagna che stavamo ripulendo. Sono riuscita a far venir giù un albero, un susino, che proprio non voleva cadere... è lì che Luigi mi ha chiamato “donna ruvida! ”, questo perché – sorride – una donna deve essere sì sempre femminile ma non deve aver neppure paura a sporcarsi le mani per una buona causa... Per questo, andando al mare, ho sempre portato via la spazzatura cercando pur nel mio piccolo di dare una mano all’ambiente. Da qui gli animali sono venuti da sé.... riciclo giocoso perché vengono fuori creature colorate, fantastiche, grottesche».

Ecco il “Diavolo del mare” «uno dei nomi dati alla rana pescatrice – spiega Hanna – che vive su fondali sabbiosi per ingannare la preda, ma che come tutti gli pesci può finire dentro le reti fantasma e morire. . . la desertificazione del mare». Ma pure il cavalluccio di soft drink fatto di tappi di bottiglia, se ne trovano ovunque. Poi c’è “Predatore” (già durante l’inaugurazione molto apprezzato), i pesci grandi mangiano i pesci piccoli accumulando veleni e le microplastiche; il pesciolino preda è ciocciottello ( “di giochi di bambini le spiagge sono piene...” conferma Hanna) mentre il predatore è uno scheletro, viste le schifezze che mangia cos’altro. «Non possiamo far finta di nulla, necessario reagire – sottolinea l’artista – Ogni volta che vado a Perelli o alla Torraccia camminando riempio borse di spazzatura e alla fine seleziono le “cose curiose” che diventeranno altro... ma mi rendo conto che pulisco davvero ovunque, durante la vacanza in Sardegna a Tavolara...». Personale al “Twenty caffè” fino alla prima settimana di febbraio. I quadri saranno di nuovo mercatino del riciclo itinerante, a marzo, al Rivellino. «Bisogna andare in giro – aggiunge Hanna – così è più facile coinvolgere le persone, è importante agire contro l’inquinamento, il riscaldamento globale, il consumismo. . . ne va del nostro futuro». L’arte di DonnaRuvida ha più o meno due anni, ma grazie alle sue creature grottesce di cose assemblate, il messaggio parla chiaro. –

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