Il Tirreno

L’ANNUNCIO A FIRENZE 

Rossi: «In appalto da Invitalia i lavori di bonifica della falda»

Samuele Bartolini
Rossi: «In appalto da Invitalia i lavori di bonifica della falda»

Ma per Bezzini «35 milioni non bastano». E l’assessore chiede al presidente titolarità e risorse già disponibili per l’ex discarica di Poggio ai Venti

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«Invitalia ha messo in appalto i lavori per risistemare la falda e mette a disposizione 35 milioni». È il presidente della Regione Enrico Rossi a dare l’annuncio. L’occasione è la firma dell’accordo a Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della giunta regionale, sulle bonifiche dei quattro Sin (Siti di interesse nazionale) della Toscana. I Sin sono le aree più inquinate della regione. Quelle dove lo sviluppo industriale ha fatto più danni ambientali.

E alla firma, oltre il Comune di Piombino presente con l’assessora all’ambiente Carla Bezzini, ci sono i rappresentanti di Orbetello, Livorno, Collesalvetti, Massa e Carrara. «Però dei quattro Sin quello di Piombino ha la procedura per la bonifica più avanzata, le risorse ammontano a 47 milioni di cui 35 in appalto», ci tiene a sottolineare Rossi.

È Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia, a cercare tramite gara di appalto le imprese disposte a fare gli interventi di bonifica della falda. Tutt’altro paio di maniche, invece, la questione dei cumuli di rifiuti industriali. Sono perlopiù scarti di lavorazione provenienti dall’attività siderurgica della ex Lucchini. Dentro ci sono idrocarburi, Ipc, cadmio, piombo. Si trovano in un’area da 36 ettari vicini a Piombino. «Ma devono essere caratterizzati. Non si sa se considerarli tal quali, e allora potrebbero finire in discarica, oppure se hanno bisogno di ulteriore trattamento», spiega Rossi.

Intanto nasce un comitato di lavoro. Ne fanno parte oltre alla Regione, i Comuni di Orbetello, Piombino, Livorno, Collesavetti, Massa, Carrara, le Asl, l’Agenzia regionale di sanità, l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro), l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa (Ifc), Arpat e Irpet. Il comitato dovrà monitorare lo stato di avanzamento dei progetti di bonifica nei quattro Sin, spingere sugli appalti da mettere in campo e approfondire l’aspetto sanitario legato alla popolazione di queste aree.

È il quinto rapporto dello studio “Sentieri”, pubblicato la scorsa primavera da Epidemiologia e Prevenzione, rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia, a finire sotto attenzione. «Sentieri è stato un primo segnale importante, ma ha i dati fermi al 2013 e non tiene conto della situazione socio economica dei territori. Dobbiamo approfondire e indagare quale sia la relazione tra le contaminazioni e lo stato di salute, ma anche su quanto incidano stili di vita e povertà sulle eccedenze delle malattie», dice Rossi.

Il comitato, grazie a un’intesa tra tutti i soggetti coinvolti, dovrà dare pertanto un supporto scientifico e fornire gli approfondimenti dei dati epidemiologici. Ma Bezzini mette in discussione quanto detto da Rossi: «Intanto non è vero che i cumuli di rifiuti non sono stati caratterizzati. Poi i 35 milioni di euro per la bonifica della falda sono troppo pochi e non bastano. Ci vogliono molti più soldi per risolvere il problema. Inoltre non va bene bonificare prima la falda e poi i cumuli di rifiuti. Semmai bisogna fare il contrario visto che il percolato scende giù nella falda».

Però il clima tra il presidente della Regione targato Pd e l’assessora della giunta di centrodestra è dialogante. Dopo la firma dell’accordo Bezzini fa un paio di richieste a Rossi. «Gli ho chiesto – spiega – di ridare al Comune titolarità e risorse per la bonifica delle due ex discariche di rifiuti solidi urbani di Poggio ai Venti. Ora abbiamo un progetto e tempi di bonifica certi», racconta al Tirreno.

È una storia infinita quella di Poggio ai Venti. Tra Comune, Asiu e Autorità portuale nessuno è mai riuscito a far decollare la bonifica delle discariche. In ballo ci sono 9 milioni di euro. E Rossi è chiamato in causa perché svolge la funzione di commissario straordinario. Ancora.

«Gli ho chiesto anche di darci una mano sulla bonifica di Città Futura. Il presidente, sempre in qualità di commissario straordinario, può sollecitare la messa a disposizione dei soldi da parte del Mise», dice Bezzini. Qui lo stanziamento è di 13,5 milioni di euro. —



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