Il Tirreno

decisioni rinviate 

Parchi, fumata nera per il Cda Un bando per la candidature

Manolo Morandini

A distanza di mesi dall’insediamento delle nuove giunte la società è paralizzata L’impegno dei 5 sindaci: «Il 10 febbraio la nomina di consiglieri e presidente»

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Di fatto è un’azienda paralizzata Parchi Val di Cornia Spa. E se le cose potranno iniziare a cambiare lo sapremo il 10 febbraio, quando è fissata l’assemblea dei soci che dovrebbe nominare il nuovo consiglio di amministrazione e il presidente.

C’è da attendere ancora, nonostante dall’insediamento delle nuove giunte comunali, all’inizio della scorsa estate, tutti sapessero che i vertici andavano rinnovati, con i vecchi scaduti ma rimasti in carica per garantire un passaggio indolore nel cuore della stagione turistica. La quadra non c’è ancora. E la prossima stagione turistica con il calendario dell’azienda è già alle porte. Al netto della programmazione strategica c’è da fare almeno quella per consentire il funzionamento dei servizi, a cominciare dalle assunzioni degli stagionali. Per non parlare del contratto di servizio, il meccanismo per l’attuazione e gestione unitaria dei servizi del sistema Parchi in cui si definiscono anche i contributi a carico dei singoli enti per la gestione del patrimonio archeologico e naturalistico, scaduto alla fine del 2019.

Dall’assemblea dei soci, che si è riunita il 20 gennaio, i sindaci sono usciti rinviando la palla: decidendo di individuare i futuri cinque membri del nuovo consiglio di amministrazione, presidente compreso, con una procedura a evidenza pubblica. L’avviso dovrebbe essere consultabile da oggi, ma non sono state date indicazioni di dettaglio. I cinque componenti saranno individuati «attraverso una procedura a evidenza pubblica, come previsto dai relativi atti d’indirizzo – affermano in una nota congiunta i sindaci dei comuni soci –. Si guarda principalmente a professionisti della gestione d’impresa: l’obiettivo è quello di dotare la società delle professionalità adeguate a rilanciare la Parchi così che abbia gli strumenti necessari a gestire il patrimonio archeologico e paesaggistico per esprimere le incredibili potenzialità turistiche del territorio della Val di Cornia». Procedura che poi lascia in capo ai sindaci la scelta sulla base del cosiddetto intuitu personae.

A guidare la partita è il Comune di Piombino, che dalla sua ha la maggioranza. Restano in pista i nomi anticipati dal Tirreno. La rosa nelle ultime settimane si sarebbe ristretta a sette candidati. Quattro indicati dal socio di maggioranza, il Comune di Piombino. Gli altri tre espressione del gradimento dei comuni di Campiglia Marittima e San Vincenzo. Nella lista piombinese ci sarebbe il nome del livornese Alessandro Bruni, classe 1959, formazione da filosofo e un lungo bagaglio lavorativo in veste di manager e consulente d’impresa, e del perito industriale Florio Marzocchini, con studio tecnico a Venturina Terme. Il Comune di Campiglia avrebbe avanzato il nome del commercialista piombinese Leonardo Carolini. Mentre San Vincenzo avrebbe messo sul tavolo la candidatura di Noemi Gasperini, studi classici e curatrice di eventi culturali.

L’assemblea del 20 gennaio è servita a recepire con atto notarile la modifica dello statuto della Parchi che, dopo i passaggi inei consigli comunali, prevede l’adeguamento alle nuove disposizioni per le società a partecipazione pubblica. Ossia, è rimesso all’assemblea della società decidere il numero di componenti del Cda, da tre a cinque. –

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