Il Tirreno

porto azzurro 

A Giulia Arrighi l’Oscar green assegnato da Coldiretti

Stefano Bramanti
A Giulia Arrighi l’Oscar green assegnato da Coldiretti

La giovane agronoma è stata premiata a Roma per il progetto Nesos dalla ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova

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PORTO AZZURRO. Si festeggia spesso in casa Arrighi, a Porto Azzurro. Dopo che Antonio, il titolare della tenuta agricola omonima, ha vinto un titolo di livello mondiale con il progetto di riproduzione del vino alla maniera dell'antica Grecia i 2400 anni fa, dopo che lo stesso è stata alla ribalta della trasmissione “I soliti ignoti” condotta da Amadeus, ecco che sua figlia Giulia ha trionfato nel premio nazionale Oscar Green, nel settore creatività, gestito dalla Coldiretti.

«I concorrenti in totale erano circa 1500 con relativi progetti – spiega orgogliosamente il padre Antonio Arrighi – e dopo aver vinto il titolo a livello regionale Giulia è stata inviata alla fase nazionale, dove erano rimasti selezionati solo diciotto progetti e si è aggiudicata il titolo nel settore creatività, sempre per l’esperienza della produzione Nesos, il vino greco antico, a cui ha partecipato nella nostra azienda. È stata premiata dal ministro dell'agricoltura Teresa Bellanova e dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini e nella giuria erano presenti illustri personaggi tra cui l'ex ministro Pecorario Scanio».

La sede della Coldiretti a Roma è vicina al Quirinale, sede del presidente della Repubblica e in tal luogo la famiglia Arrighi ha quindi realizzato uno stand elbano, per ricordare la potenzialità elevata delle produzioni enogastronomiche dell'isola.

Nella sua presentazione la giovane, prossima a laurearsi a Firenze, ha fatto presente che: «Con il metodo greco antico "I grappoli appena raccolti, vanno immersi così da accelerare il processo di fermentazione e restituire quella salinità al palato che faceva impazzire i commensali ai banchetti degli antichi signori dell’Impero Romano. Questa tecnica consente di non utilizzare solfiti. L’unico disinfettante antiossidante naturale impiegato nella produzione è il sale del mare».

Insomma, un riconoscimento importante per la giovane elbana e, di conseguenza, una buona pubblicità per l’isola d’Elba, le cui produzioni di qualità sono in questi ultimi anni cresciute e sempre più apprezzate oltre il canale.

Stefano Bramanti

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