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La Finanza scopre un altro evasore totale: «In quattro anni occultati 200mila euro»
Gli agenti hanno individuato un bar che secondo gli accertamenti non pagava tasse e contributi
PIOMBINO. Un altro evasore totale è stato individuato dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Piombino, che ha intensificato l’azione di controllo e repressione contro l’evasione fiscale. I finanzieri in questa occasione hanno accertato - secondo le accuse mosse al titolare - che un esercente gestore di un bar adiacente a un centro commerciale della città, non avrebbe presentato dichiarazione dei redditi negli ultimi quattro anni, e avrebbe omesso di pagare i contributi all’unico dipendente che lavora nella struttura.. Il titolare, un uomo di 70 anni, emetteva regolarmente scontrini fiscali, ma in sostanza non denunciava alcun reddito. Le indagini della Finanza, che possono arrivare fino a una retroattività di quattro anni, hanno accertato - sempre secondo le accuse - che malgrado il discreto volume di affari dell’esercizio, piuttosto frequentato, non c’era traccia di redditi denunciati al fisco per un totale di 200mila euro. Le Fiamme Gialle hanno avviato una verifica nel corso della quale hanno rilevato che, nonostante in apparenza l’esercente emettesse regolarmente gli scontrini e registrasse i corrispettivi, da sempre non versava all’Erario alcuna tipologia di imposta, comprese le ritenute del dipendente. Così i Finanzieri hanno ricostruito i guadagni del bar, incrociando numerosi dati, da quelli relativi all’acquisto dei prodotti alle giacenze di magazzino.
Come detto 200mila euro i redditi complessivamente “occultati” al fisco dal barista negli ultimi 4 anni.
Dopo il caso della macelleria verificatosi nei giorni scorsi, con un’operazione analoga condotta dagli uomini del capitano Antonino Ingrasciotta, comandante della Compagnia di Piombino, si tratterebbe dell’ennesimo caso di evasione totale, che porterebbe il numero dei casi scoperti dal 2019 ad oggi, quasi a 40. In molti casi si tratta di infrazioni meno pesanti delle ultime due, ma il numero dà la misura di come il fenomeno sia esteso anche nella nostra città, anche se talvolta - purtroppo - causato anche dalla crisi che sta travolgendo il commercio e le imprese artigianali che si trovano in difficoltà a rispettare le scadenze fiscali. Non sarebbe comunque il caso del barista che ha “occultato” redditi per 200mila euro. Tra l’altro l’ultimo esercizio “pizzicato”, oltre ad essere molto frequentato, aveva anche una discreta enoteca.
Ora i risultati degli accertamenti saranno trasmessi all’Ufficio delle Entrate che aprirà un fascicolo e pretenderà il versamento dei 200mila euro, più le sanzioni che in questi casi sono piuttosto elevati. —
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