Il Tirreno

pasquini (cia) 

«Barilla, un’opportunità ma il sistema agricolo deve fare sistema»

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campiglia. «L’acquisizione di Italian Food Spa da parte del gruppo Barilla è una opportunità in considerazione dell’importanza del soggetto, una multinazionale solida sotto il profilo economico finanziario, con notevole capacità di investimento in direzione dell’innovazione di prodotto, come dimostrato negli ultimi anni». Così il presidente di Cia agricoltori italiani Livorno Pierpaolo Pasquini in merito all’ingresso del colosso di Parma nel mondo del pomodoro toscano Petti. Operazione per cui manca il benestare dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il parere dell’Authority è atteso il 22 gennaio. Ed è un passaggio imprescindibile.

«La Confederazione ha sempre ritenuto la presenza di uno di uno stabilimento di trasformazione sul territorio, fonte di ricchezza per le ricadute che riesce a generare sulla parte agricola e per l’indotto soprattutto in una fase di crisi generalizzata, che fa sentire i propri effetti in maniera drammatica anche nell’area della Val di Cornia – prosegue il presidente provinciale Cia Pasquini –. La filiera del pomodoro da industria è l’unica nell’ambito dell’ortofrutta destinata alla trasformazione, a presentare in Toscana un buon livello di integrazione, tra la fase della coltivazione e quella della trasformazione – sottolinea –. Un’opportunità quindi per il futuro della coltura del pomodoro da industria nei nostri areali, se saremo capaci come sistema agricolo di fare squadra, per interloquire con uno dei player più importanti dell’agroindustria». —

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