La manifestazione
Rubano tablet e merendine Raid nelle medie Carducci
Trovate tracce di sangue dei ladri, che si feriscono per scassinare un distributore Sull’episodio indagano i carabinieri. La dirigente: «Si è profanato una scuola»
venturina. I segni di scasso sono stati trovati su più di una finestra. Non è chiaro da dove siano entrati i ladri che si sono introdotti nella scuola media Carducci di Venturina Terme. Bottino tre tablet, un amplificatore, la cassa e gli snack di un distributore automatico. Sul furto, che è stato commesso nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, indagano i carabinieri.
L’episodio arriva a un anno di distanza dal colpo alla scuola primaria Amici di Campiglia, dove nella notte tra il 21 e il 22 gennaio furono rubati 6 computer portatili, 13 tablet e del materiale elettrico. Ad accorgersi dell’accaduto sono stati i collaboratori scolastici all’apertura, intorno alle 7,45. Hanno trovato i due distributori di merendine manomessi. Uno completamente aperto, svuotato dagli snack e senza la cassa che raccoglie le monete. L’altro invece era stato spostato e attorno c’era una notevole quantità di sangue: i malviventi devono essersi feriti nel tentativo di scassinarlo ma non ci sono riusciti.
«Hanno preso tre tablet e una cassa acustica – dice al Tirreno la dirigente scolastica Maria Elena Frongillo – poca cosa perché tutto il materiale informatico lo custodiamo nel laboratorio informatico, difeso da due porte blindate. I ladri hanno tentato di entrarvi, hanno sfogliato il rivestimento ligneo della porta ma non ce l’hanno fatta ad aprire il blindato». Che aggiunge: «Il materiale sottratto non è molto, ma quello che ci lascia profondamente amareggiati è la profanazione della scuola. I responsabili di plesso, io, i docenti e i ragazzi siamo rimasti molto toccati».
Sul posto sono subito arrivati i carabinieri e sono stati fatti i rilievi del caso, delle impronte che sarebbero state trovate e delle tracce di sangue. Resta da capire da dove siano entrati i ladri. L’edificio della scuola Carducci è molto grande, sviluppato a piano terra e con pareti di ampie finestre. «Sono state trovate tracce di forzatura su alcune finestre – dice Frongillo – e impronte di mani per cercare di aprirle. O sono state forzate, oppure non erano chiuse bene o avevano dei difetti». L’edificio è sprovvisto di allarme e in zona non ci sono telecamere. Tra le ipotesi quella che i malviventi possano essere dei ragazzi. «Se fosse così – aggiunge la dirigente – le nostre preoccupazioni sulla presenza di un disagio giovanile, espresse anche al sindaco, sarebbero fondate».
«Un atto riprovevole – sostiene l’assessore all’Istruzione Iacopo Bernardini – che lo è ancora di più quando va a colpire i luoghi deputati alla formazione dei nostri ragazzi: rubare in una scuola, a prescindere dal valore dei beni sottratti, equivale a rubare il futuro ai nostri ragazzi e questo non possiamo accettarlo. Allo stesso tempo però, episodi simili ci ricordano l’importanza di investire sull’istruzione come strumento per la crescita civica e culturale della nostra società, confermandoci che la strada seguita negli anni dall’amministrazione comunale e dall’Istituto comprensivo Marconi è quella corretta». —
Annalisa Mastellone
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