Sicurezza
Il boom degli acquisti on-line e l’allarme di Confesercenti
«Il commercio di vicinato rischia di finire, eppure qui ci sono prodotti di qualità Occorre che le aziende facciano sistema e iniziative per non soccombere»
PORTOFERRAIO. «Gli acquisti online rischiano di mettere in ginocchio in pochissimo tempo il commercio elbano». È un allarme fin troppo chiaro quello che viene lanciato da Confesercenti Isola d’Elba, per voce del vicepresidente Massimo Bargellini. L’associazione di categoria ha analizzato in profondità un fenomeno che è ovviamente nazionale, ma forse è ancora più marcato sull’isola, dove si preferisce sempre di più acquistare prodotti dal pc, ignorando le proposte a portata di mano e spesso migliori per qualità dei negozi presenti sullo Scoglio.
«Dieci anni fa un’iniziativa di Confesercenti Elba battezzata “Consuma elbano” metteva in guardia da quella che era una chiara e crescente attitudine dei residenti ad effettuare acquisti di merci e servizi nella “terraferma” e via internet - ricostruisce l’associazione di categoria –. La nostra, già al tempo, non voleva essere una critica al sistema di mercato di cui inevitabilmente anche il nostro territorio è parte integrante, ma aveva lo scopo di “allertare” il mondo economico locale sulle azioni da intraprendere per reggere il confronto e limitare il più possibile i danni. L’obiettivo era pertanto mettere in risalto la necessità delle imprese locali di intervenire sulla proposta di prodotti e servizi per aumentare la propria capacità competitiva a vantaggio sia delle imprese stesse che dei consumatori».
Insomma, il progetto “Consuma elbano” era inoltre un appello a livello locale, un invito a riflettere su come l’acquisto nel negozio “sotto casa” rappresentasse allora come oggi una scelta “consapevole” tesa a tutelare e valorizzare le risorse che l’isola possiede. Ma, evidentemente, le dinamiche nazionali e la trasformazione delle abitudini hanno acuito, dopo dieci anni, l’allarme che già allora si faceva sentire.
«Oggi vi sono chiari segnali di un sempre più forte ricorso all’acquisto on-line – spiega Marcello Bargellini, vice presidente Confesercenti – probabilmente più marcato nella nostra isola rispetto al resto d’Italia. Gli acquisti on line rischiano di mettere in ginocchio in pochissimo tempo il commercio elbano. Ecco perché – continua Bargellini - occorre che le imprese nostrane facciano sistema. Gli strumenti sono noti, la formazione professionale, innanzitutto, occorre essere altamente preparati e aggiornati sulle lingue straniere e sui nuovi sistemi di comunicazione elettronica. Fare più rete con le altre imprese, è un’altra delle cose che il sistema locale può attuare: iniziative come lo “Sbaracco”, lo Sbancomatto, la Notte azzurra, testimoniano che si può fare e che può offrire risultati interessanti». Secondo il dirigente di Confesercenti il futuro del commercio di vicinato è davvero a rischio e «con esso – aggiunge – una grossa fetta delle dinamiche occupazionali del territorio, poiché la crisi delle imprese può ripercuotersi in altri ambiti. Concorrenza delle grandi strutture e del commercio on-line, crisi economica, prezzo degli affitti, sono solo alcuni degli elementi che producono un impoverimento del tessuto economico locale». —
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