Gioco
Troppi 5 milioni di euro Il nuovo Ponte di ferro dovrà aspettare ancora
PIOMBINO. Oltre 5 milioni per il nuovo Ponte di ferro. Una somma ingente. Che taglia fuori l’opera dall’agenda comunale dei prossimi anni, come ha confermato la giunta nella conferenza stampa di fine-inizio anno (nella foto di Paolo Barlettani i lavori demolizione del ponte sul Cornia nel 2013).
Le zone collegate direttamente fino al 2013 – anno in cui la struttura fu demolita per la sua pericolosità dal punto di vista idraulico in caso di piene del fiume Cornia – continueranno ad essere separate per molto ancora. Tagliando in due anche i terreni di un’unica proprietà. E creando disagi per residenti e agricoltori, costretti a percorrere chilometri per raggiungere la destinazione. Non è una buona notizia ma è realistica e deve fare i conti con risorse che non ci sono.
«A rendere così costoso l’intervento è il bisogno di garantire la massima sicurezza oltre all’attraversamento dei grossi mezzi agricoli con il conseguente raggio di curvatura necessario. E questo comporta un allungamento in diagonale della traiettoria», afferma Enrico Biagioni, presidente del Consiglio di quartiere Populonia-Fiorentina. Che conferma di comprendere benissimo le ragioni della mancata realizzazione. E spera però in una revisione del progetto che possa rendere l’intervento meno oneroso anche se non fattibile in tempi ravvicinati.
Il progetto preliminare, redatto dall’ingegner Luciano Della Lena e dall’architetto Andrea Mannocci, fu approvato nel giugno 2018 con la messa a gara dell’opera ipotizzata per l’anno successivo previa ricerca dei finanziamenti.
All’utilità economica e produttiva – fu rilevato al momento dell’approvazione – si sarebbe aggiunta una rilevanza di tipo turistico e ambientale, connessa alla vicinanza dell’Oasi Orti Bottagone.
E ancora, l’aspetto legato alla mobilità sostenibile, dal momento che il progetto prevedeva la realizzazione di una pista ciclabile connessa alla ciclopista tirrenica.
L’opera è stata progettata di concerto con la Soprintendenza di Pisa e con il Genio civile, secondo determinate caratteristiche che la rendono ben diversa dal ponte originario, proprio per motivi di sicurezza. Tre le campate e la centrale, quella che supera il fiume, senza appoggi in alveo. Percorrenza a senso unico alternato con due corsie ciclopedonali. Per il momento, e per altro tempo ancora, tutto destinato a restare sulla carta. –
V.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google