Il Tirreno

“il quartiere che parla” 

Più parcheggi, verde e luoghi di incontro Così i cittadini vogliono la Sghinghetta

Stefano Bramanti
Più parcheggi, verde e luoghi di incontro Così i cittadini vogliono la Sghinghetta

Una zona tranquilla, ma al tempo stesso viva della città: «Qua si sta bene, ma non c’è più l’aggregazione di una volta»

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Secondo appuntamento per dar voce ai quartieri di Portoferraio e dopo Carpani è la volta della confinante Sghinghetta.

Intense le sue attività commerciali, concentrate sulla strada principale, dove si affacciano una rivendita di giornali, una scuola per l'infanzia, un autolavaggio, il consorzio agrario, poi la stamperia, bar, pizzeria, un laboratorio di riparazioni elettroniche e sala giochi in corso di ristrutturazione, con nuova proprietà. Poi più all'interno la chiesa di San Giuseppe, con accanto il campetto da calcio e una serie di palazzi dormitorio oltre a tante abitazioni unifamiliari.

Annarosa Colella è una ex docente della scuola media Pascoli, artista della ceramica. È lei, ora in pensione, a descrivere per prima il quartiere, uno dei più vissuti di Portoferraio. «Ormai il quartiere è un tutt'uno con le altre zone e contribuisce a formare Portoferraio. Si è sviluppato dagli anni '50 quando era ancora campagna e via via si sono formati gli agglomerati e tutte le altre costruzioni. Esisteva un clima di solidarietà un tempo che univa la gente, si condividevano gioia e dolori di tutti – racconta - Ricordo con piacere le donne al mattino che nel fare le faccende cantavano col sottofondo della musica della radio, oggi non è più così. Ci conoscevamo tutti e ci si aiutava. Col tempo le cose sono cambiate e ora c'è più individualismo».

L’ex professoressa ha chiaro il punto debole della Sghinghetta. «Il quartiere soffre proprio della mancanza di luoghi di aggregazione – racconta – Negli anni ’90 avevamo formato un comitato che aveva chiesto la creazione di un ampio giardino come luogo di incontro, ma il progetto è rimasto in qualche cassetto; si promuovevano eventi per far stare insieme le persone. Oggi si risente di questo clima meno solidale e i giovani sono ancora più in difficoltà. Nel quartiere andrebbe rilanciata una vita socio culturale per migliorare i rapporti tra la gente. Infine un grosso problema è il non poter raggiungere a piedi i supermercati oltre la circonvallazione. Non esiste un cavalcavia o un altro modo di attraversare in sicurezza. Qualcuno lo fa lo stesso, con grande rischio. Servirebbe un cavalcavia o, in alternativa, un sottopassaggio o l’attivazione di un semaforo a chiamata».

Anche alla Sghinghetta, coma a Carpani, il problema forse più sentito è quello del traffico e dell’indisciplina nella circolazione da parte degli utenti. Lo evidenzia anche Luca Paperini che è dal 1990 nel laboratorio elettronico che recentemente è stato colpito dal fuoco (il locale è stato ristrutturato totalmente). «Un quartiere vivace, a volte un po' troppo. Possono esserci dei momenti di affollamento di traffico e allora il parcheggio risulta selvaggio e purtroppo non si vedono controlli da parte dei vigili. La pizzeria che ha aperto da poco, qui accanto a me, ha creato un incremento del movimento positivo. Senza dubbio ha dei buoni prodotti, ma ci sono diversi clienti che sostano con le auto fuori dalle regole, intralciando la viabilità. Per il resto questo quartiere è abbastanza tranquillo e positivo».

Fornisce ulteriori dettagli Roberto Arguti del consorzio agrario: «Qui non ci sono grossi problemi, se non quello ormai storico dei mini allagamenti. Avvengono dopo piogge più intense e non si è mai riusciti a risolvere questa situazione; insieme al mio collega e anche ai ragazzi dell'autolavaggio qui di fronte, in certi casi entriamo in azione per liberare le grate dello scolo dell'acqua che si intasano, per cercare di migliorare il deflusso. Poi, come da tante altre parti, sarebbe opportuno creare parcheggi più ordinati per agevolare la sosta delle auto, come ad esempio nei pressi della scuola dell'infanzia».

Sulla stessa lunghezza d'onda interviene il giovane Antonio Ascione dell'autolavaggio, che ha idee ben chiare. «Siamo collocati tra la circonvallazione e la via Sghinghetta. C’è molto traffico e il problema più impegnativo è quando ci sono piogge più abbondanti e vento forte: cadono gli aghi dei pini, da Monte Tabari ed altre strade in pendenza, scende acqua abbondante portando residui e le grate dei tombini lungo strada si ostruiscono. Ci vuole una pulizia periodica che eviti questo e infatti ogni tanto interveniamo direttamente noi. – spiega, come già aveva fatto Arguti – Un'altra questione è la sosta in questo parcheggio che c'è oltre il nostro autolavaggio, dove stazionano auto abbandonate . Lo abbiamo segnalato tante volte a chi di dovere. Impediscono la sosta ad altri, andrebbero rimosse e in tale spazio si potrebbe creare un parcheggio con pulizia settimanale. In quetso modo il problema della manutenzione e della cura sarebbe risolto. Poi, sul fianco della scuola dell’infanzia c’è una parte ricoperta da erba; uno spazio ideale per farci altri parcheggi a lisca di pesce e quindi altre possibilità di sosta in sicurezza». —

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