Il Tirreno

gruppo 2019 

«Agroalimentare settore strategico a cui dare peso nelle politiche»

L’analisi di Nicola Bertini  in scia alla possibile  acquisizione del Gruppo  Barilla della venturinese  Italian Food Spa

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venturina. «Troppe le questioni rimaste insolute negli ultimi anni e troppe le ambiguità e indecisioni delle amministrazioni. Per favorire investimenti che possano lasciare il segno nel nostro territorio serve invece da parte delle istituzioni la presentazione di un quadro chiaro e serio di sviluppo della filiera agroalimentare». Così il capogruppo di Gruppo 2019 Nicola Bertini in merito alla possibile acquisizione da parte del Gruppo Barilla di Italian Food Spa. All’operazione manca il benestare dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, parere che è atteso per il 22 gennaio prossimo. Ed è un passaggio imprescindibile all’ingresso del colosso di Parma nel mondo del pomodoro toscano Petti. Tutto ruota sullo stabilimento di Venturina Terme, ma la partita avrà a cascata importanti riflessi sull’intera filiera regionale.

«Nonostante i numerosissimi “tavoli” sulla filiera costantemente aperti e mai chiusi, i problemi più rilevanti per gli imprenditori agricoli sono rimasti tutti insoluti e ogni anno che passa la situazione si fa più opprimente per le aziende, soprattutto medio piccole, che caratterizzano il nostro territorio – prosegue Bertini –. Acqua, infrastrutture, accesso semplificato ai servizi e snellimento della burocrazia, sempre gli stessi problemi e si è colti talvolta dal dubbio che nessuno più sappia ricercare il bandolo della matassa. Poi i problemi dello stabilimento. La nuova proprietà dovrà confrontarsi con le potenzialità, in gran parte ancora inespresse, di un territorio straordinario come la Val di Cornia, ma anche con tutte le criticità di una pianificazione urbanistica monca e ancora oggi incapace di progettare il miglior assetto possibile per la comunità e per l’impresa».

Il capogruppo d’opposizione augura per Venturina e per l’impresa «che si riprenda e si porti a compimento nel più breve tempo possibile il progetto di sviluppo dell’azienda a Campo alla Croce, anziché proporre strane alternative che acuirebbero i problemi attuali come fantasiosi nuovi svincoli sulla 398». E conclude: «Restiamo convinti che il settore dell’agroalimetare debba rappresentare un settore strategico fondamentale per il futuro della Val di Cornia, occorre dargli il giusto peso nella discussione pubblica e negli atti amministrativi. All’interno di un progetto di riconversione dei settori economici declinanti, ancora oggi da costruire, è centrale che le amministrazioni della Val di Cornia, collaborino da subito per garantire le migliori opportunità di sviluppo alle filiere agricole». —



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