La protesta
L’Eurocargo Trieste in porto sulla banchina della Pim
Dopo un incendio in navigazione è stato rimorchiato dall’Angelina Neri. Intanto la società di demolizioni e refitting attende le ultime autorizzazioni
PIOMBINO. È arrivata sulle banchine del porto, nell’area della Pim (Piombino industrie marittime) l’Eurocargo Trieste, la nave che nella notte del 21 novembre appena partita da Livorno per Savona con 25 membri dell’equipaggio e 274 semirimorchi con pallet di accumulatori elettrici appena caricati, aveva subìto un violento incendio in sala macchine.. Incendio tale da provocare un immediato blackout rendendo impossibile la navigazione. Il massicxio intervento dei soccorritori aveva evitato guai peggiori. Il rogo era partito dal motore principale di dritta ed è stata aperta un’inchiesta per stabilirne il motivo.
La nave è arrivata a Piombino grazie all’agenzia marittima Freschi, rappresentante dell’armatore Grimaldi, rimorchiata nel nostro porto dall’“Angelina Neri”. La nave resterà nell’area Pim in attesa delle decisioni dell’armatore Grimaldi, che ha scelto Piombino per l’impossibilità di tenere fermo a Livorno per un periodo imprecisato un mezzo di quelle dimensioni.
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Si capirà nei prossimi giorni se si tratterà solo appunto di una sosta tecnica o se nel porto potrà essere soggetta ad alcuni interventi a bordo.
Certo l’approdo dell’Eurocargo Trieste è comunque un fatto importante per Pim, la società costituita dai cantieri genovesi San Giorgio del Porto e dal Gruppo livornese Fratelli Neri a cui fa capo il progetto industriale di demolizioni e refitting navale a cui si legano la creazione di posti di lavoro e nuove opportunità per le aziende dell’indotto. Tra queste la recente assegnazione alla Bertocci Montaggi Srl della commessa per la movimentazione dei primi otto cassoni della Costa Concordia. L’attività è in corso e dovrebbe concludersi nell’arco del primo trimestre del 2020.
Pim del resto va avanti ma ancora non ha ottenuto la concessione, atto finale per poter procedere negli interventi senza più incertezze sugli accessi e cioè sulla reale disponibilità di tutti quanti i 100mila metri di banchina dove c’è anche l’interesse del Gruppo Onorato per un progetto di terminal auto.
Pim, l’unica azienda che che al momento ha progetti concreti sul porto, e cioè la realizzazione di una piattaforma polifunzionale di demolizione, costruzione e logistica, con investimenti privati per circa 14 milioni entro il 2022, resta in attesa di risposte definitive – che potrebbero arrivare a breve – dopo aver seguito un iter autorizzativo durato tre anni. CLOZ
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