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Agility Snoopy dog, l’associazione cresce e chiede più spazi

A.M.

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VENTURINA. Agility Snoopy dog è un’associazione sportiva in crescita, giovane ma con un bagaglio già ricco di successi. Nata poco meno di dieci anni grazie a Mirko Mordini che tuttora la guida come tecnico, si occupa di addestramento di cani e agility, conta numerosi iscritti e tante richieste per corsi. Però ha bisogno di spazi più idonei per meglio praticare le varie attività di cui si occupa e sviluppare nuovi progetti.

Il Comune sta valutando la possibilità di aiutare l’associazione mettendo a disposizione un’ampia porzione di terreno. Ma è tutto ancora in attesa di risposta. Agility Snoopy dog ha una squadra agonistica che ha conquistato 107 podi in 20 gare, 22 brevetti, 2 certificati d’attitudine (Cac). «Ho creato questa associazione con tanto impegno e passione – riferisce al Tirreno Mirko Mordini, 38 anni – dopo aver fatto prima pratica per dieci anni e poi il corso da educatore e il corso tecnico di agility. Mi occupo soprattutto della comunicazione tra cane e conduttore. Poi, col tempo, quando le persone notano miglioramenti, rafforzano il rapporto col cane e capiscono che è un dare e avere tra i due, allora cominciano l’agility. L’agility è come l’università dopo i vari livelli di scuola, c’è una preparazione fisica del cane e del conduttore e la costruzione di un feeling molto più raffinato. Non partecipano alle gare come professionisti, ma solo per amore e divertimento. E con tanto lavoro dietro». Attualmente nel gruppo ci sono 30 allievi, che provengono anche da città vicine come Follonica, Cecina, Piombino. Ma le richieste sono in crescita, tanto che Mordini sarà presto affiancato da un assistente. Molto apprezzate le attività che l’associazione propone: dall’addestramento, alla socializzazione in giro per il paese, all’agility. Ma ci sono altre iniziative da poter organizzare se avesse spazi più adatti. Senza parlare delle gare che porterebbero gente da fuori in paese.

«Attualmente ho in comodato d’uso un campo non proprio grande e non in pari – dice il tecnico –, siamo un po’ sacrificati, servirebbe un campo più ampio. Non solo per l’agility, ma anche, ad esempio, per far venire scuole o mettere in pratica progetti per disabili. Se il Comune ci affidasse un terreno ovviamente l’associazione pagherebbe un affitto e io mi occuperei della manutenzione».

A.M.

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