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Indotto in sofferenza Geotermia, gli incentivi tornano per decreto

G.P.
Indotto in sofferenza Geotermia, gli incentivi tornano per decreto

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monteverdi. Nel teatro di Pomarance è andato in scena, ieri mattina, il convegno promosso da Confapi e da Cgil, Cisl e Uil. Obiettivo: scongiurare che a breve si celebri il funerale della geotermia.

La risposta delle istituzioni è stata ampia: c’erano il governatore della Toscana Enrico Rossi, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione, quasi tutti i sindaci dell’area geotermica tradizionale, presidenti di consorzi e un robusto schieramento delle aziende dell’indotto. Queste ultime sono in sofferenza nera da quando più di un anno fa il governo Lega-5Stelle ritenne di togliere la geotermia dall’elenco delle energie rinnovabili, con conseguente cancellazione degli incentivi. Privata degli incentivi, Enel Green Power bloccò gli investimenti e a cascata arrivò lo stop ai contratti del visibilio di aziende che eseguono lavori sul territorio per conto della multinazionale elettrica.

Contestualmente o quasi sono cambiate alcune norme che regolano gli appalti, ora i comuni possono invitare agli appalti imprese di ogni parte d’Italia: è un’altra mazzata alle aziende locali, specializzate e affidabili, ma piccole e quindi con poca forza nelle gare al ribasso. Questa la situazione che il convegno, con gli interventi introduttivi di Luigi Pino (Confapi) e Gianmario Fuso (Cgil-Cisl-Uil), si è trovato ad affrontare. Assente Enel Green Power: all’ultimo minuto ha declinato.

Veniamo al dibattito. Ed è stato un vero peccato che solo in coda alla scaletta degli interventi si sia trovato spazio per Giacomo Giannarelli, capogruppo in regione dei 5 Stelle; perché le sue parole sono scese sulla platea come musica celestiale: «La geotermia è una energia rinnovabile. Non possiamo rinunciare agli incentivi. Ho sentito poco fa il ministro Pattuanelli, mio amico, che mi ha garantito che con il decreto Fer2 pronto a febbraio la geotermia riavrà gli incentivi». Il cambio di rotta annunciato ieri è stato salutato con grande sollievo. Incentivi, per completezza di orientamento, che Giannarelli finalizza al miglioramento degli impianti e alla localizzazione di quelli nuovi affidata a chi vive sul territorio.

Il cambio di marcia era già stato peraltro anticipato dal governatore della Toscana: «Il decreto Fer2 sarà pronto a febbraio e operativo a giugno, garantiscono le mie fonti». «Ma intanto come si campa?», chiedono le imprese. Molte sono in sofferenza da lungo tempo e rischiano il fallimento. «Intanto – risponde Rossi, dopo un perentorio incipit: senza geotermia qui non si vive più – come Regione possiamo dare supporto per l’accesso al credito, saltare le banche con i fondi gestiti dalla Regione, incentivare l’azione del Cosvig a fianco dei comuni». Rossi ricorda che l’accordo di programma Regione-Enel di due anni fa, non firmato da Enel in assenza degli incentivi, impegna la multinazionale elettrica sul fronte tecnologico (cattura della CO2) e al rispetto paesaggistico: «Auguro di arrivare alla firma prima della scadenza del mio mandato».

Altri interventi, in particolare di alcuni sindaci, hanno riguardato aspetti di prospettiva con un ammonimento: «Dobbiamo poter leggere il nuovo decreto Fer2 prima che venga approvato, per evitare sorprese». Una scossa è venuta da Carlo Giannoni: «Siamo in piena emergenza – così l’ex sindaco di Monteverdi –, c’è un silenzio omertoso sulla gravità della situazione economica e sociale dell’area geotermica, se tante imprese si sono costituite in una rete vuol dire che non c’è tempo da perdere, si rischia un disastro per tante famiglie». — G.P.



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