Il Tirreno

il braccio di ferro 

«Basta con i ricatti a Capoliveri sul dissalatore»

Antonella Danesi
«Basta con i ricatti a Capoliveri sul dissalatore»

Il sindaco Gelsi replica all’Autorità idrica: «Se cercano il dialogo, allora hanno sbagliato i toni. Siamo pronti alla battaglia»

3 MINUTI DI LETTURA







«Noi dobbiamo cambiare registro? L’intervento dell’Autorità idrica toscana mi sembra fuori luogo. Se cercano la collaborazione hanno sbagliato i toni e rimando i ricatti al mittente». Il sindaco di Capoliveri Andrea Gelsi non ha gradito l’intervento di Ait, a cui ha fatto seguito quello di Asa, nei confronti della amministrazione che ha stoppato la realizzazione del dissalatore a Mola. Gelsi si riferisce alle parole del direttore di Ait Alessandro Mazzei che, durante la conferenza territoriale 5 Costa Toscana, ha ammonito Capoliveri di cambiare registro perché è a rischio l’autonomia idrica dell’isola, paventando anche la possibilità di dover dire no a nuovi allacciamenti.

«È una mancanza di rispetto per la comunità che rappresento e per le istituzioni – continua Gelsi – Se cercano il dialogo hanno sbagliato i modi, se vogliono andare avanti nella battaglia noi continueremo, anche perché il percorso che abbiamo intrapreso fino a qui non ha certo dato ragione ad Asa e abbiamo ancora riscorsi al Tar pendenti».

Mazzei ha inoltre invitato le amministrazioni comunali elbane a parlare con una sola voce per sbloccare la situazione del dissalatore, ma anche su questo il sindaco capoliverese è ben fermo sulle sue posizioni. «Sul coinvolgimento degli altri comuni – fa presente - se ce n’è uno che vuole fare il dissalatore ben venga, siamo disponibili ad aiutarlo, ognuno è sovrano nel suo territorio e nessuno mi potrà far andare contro la mia comunità che si espressa con parere contrario a realizzare l’impianto in una zona di elevato pregio ambientale. Fino ad ora nessuna amministrazione si è espressa a favore o contro al dissalatore a Mola, eppure è da molto tempo che se ne parla. Se Asa ha soldi da investire lo faccia in una nuova condotta sottomarina, noi non vogliamo l’autonomia idrica perché in caso di guasti rimarremmo isolati. Se ci sono margini di soluzione ben vengano – ribadisce – ma non con questi toni».

Immediata la reazione anche di Italo Sapere, consigliere comunale con delega al dissalatore. «Asa e Ait la smettano di prendere in giro quest’isola – commenta Sapere in una nota – e si preoccupino di certificare le condizioni di corretta manutenzione della condotta idrica sottomarina, perché siamo pronti ad una diffida che faccia assumere tutte le responsabilità e a chi sembra preoccuparsi in realtà di altro». Sapere fa i conti sulla portata del dissalatore: si parte con 40 litri al secondo, da portare ad 80 in futuro, a fronte di una portata di 160 litri al secondo garantiti dalla condotta idrica.

«Come possono pensare – domanda – che si riesca a convincere gli elbani di voler migliorare la loro situazione di approvvigionamento idrico con la proposta del dissalatore, rispetto a quanto garantisce la condotta? E soprattutto - è la considerazione del consigliere di maggioranza – come pensano di farlo senza distruggere questo territorio, se le valutazioni fatte per 80 litri al secondo nascondono la volontà di raddoppiare la portata. Di questo e della minaccia di rifiutare nuovi allacciamenti informeremo il prefetto così come della necessità di una perizia sulla condotta. Non accettiamo ricatti». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini