Gioco
Gli studenti del Cerboni alla scoperta dei segreti delle colture idroponiche
Negli spazi all’aria aperta dell’istituto le patate crescono in simbiosi coi pesci e a breve i ragazzi avranno a che fare con otto esemplari di galline livornesi
PORTOFERRAIO. Il professor Alessandro Petri dell’istituto tecnico Cerboni di Portoferraio, docente al corso di agraria, è alle prese con le attività di orientamento scolastico, essendo ormai aperte le iscrizioni al primo anno dei vari livelli di scuola.
Ieri ha ricevuto le classi terze dell'istituto comprensivo di Marina di Campo, guidati dalla professoressa Grazia De Girolamo. Nell’incontrare i ragazzi ha fatto scoprire l'importanza delle colture idroponiche che sfruttano il principio del pieno riciclo dei materiali, all’insegna dell’antico e saggio concetto “Non si butta via nulla”.
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L’agronomo è forte di grandi esperienze accumulate nella produzione del celebre vino Sassicaia di Bolgheri e nell'incontrare i ragazzi ha fatto presente che: «Noi qui lavoriamo per formare i ragazzi al concetto che la nostra società produce molti rifiuti, i quali devono diventare una risorsa, per questo vedete come qui, nell'atrio del nostro istituto, esposto un esperimento di coltura idroponica. L’ho fatto creare dai miei studenti della classe terza e della quinta agraria. Questo è il nostro “fish and chips”, un sistema di scambio tra pesci e patate, un mutuo soccorso possiamo dire. Per realizzarlo è stato preso un grosso contenitore di plastica di un distributore di acqua, presente spesso negli uffici pubblici. È stato tagliato a metà e nella parte inferiore c'è l'acqua con dei pesci, mentre in quella superiore delle patate. Con pochi euro ci siamo dotati di una pompetta elettrica e un sistema di tubi in grado di trasportare il liquido verso la parte superiore, dove ci sono le patate, sistemate su di un cestino forato che prima conteneva una forma di ricotta, il quale poggia su argilla espansa. Quindi tramite la pompetta l'acqua che va a bagnare le patate. Nascono le radici e si nutrono perché arriva acqua sporca, contenendo le deiezioni dei pesci. E tale acqua sporca ricade poi nella vasca dei pesci filtrata adeguatamente quindi ritorna pulita e li mantiene in vita. Il termine "idro" vuol dire acqua in greco e "ponico" sta per lavoro, quindi un lavoro basato sull'acqua. Il tutto dimostra come si può non sprecare niente in natura».
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Il docente ha poi fatto vedere e spiegato, coinvolgendo pure il suo allievo di quinta Davide Melas, il pollaio creato sempre dai suoi allievi che verrà inaugurato a breve e conterrà 8 galline livornesi. Un sistema che usa sempre materiale di recupero che farà vivere adeguatamente le galline che produrranno ottime uova fresche. Illustrato anche un contenitore che vedrà nascere 16 piantine di viti per avviare la produzione di uva tipica dell'isola.
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Nella parte esterna del fabbricato, grazie all'iniziativa in corso della dirigente Alessandra Rando, saranno realizzate tutte le attività riguardanti l'agraria ed è già avviato un semenzaio per la produzione di peperoncino. L’azione di recupero degli spazi esterni della scuola portoferraiese è iniziata nei giorni scorsi e andrà avanti nei prossimi mesi. La scuola punta molto sulla riqualificazione di queste aree.
Il 18 gennaio, ci sarà l'Open day di orientamento e saranno presenti anche le 8 galline livornesi. —
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