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Aggredirono un pizzaiolo che si rifiutò di servirli in orario di chiusura, due fratelli denunciati dai carabinieri
PORTO AZZURRO. Hanno aggredito un pizzaiolo che si accingeva a chiudere il locale, solo perché volevano essere serviti. I carabinieri della stazione di Porto Azzurro hanno denunciato in stato libertà due fratelli, accusati di aver aggredito il titolare di una pizzeria a taglio nel centro storico del paese.
Il fatto è avvenuto lo scorso mese di dicembre, anche se i militari elbani hanno atteso di completare gli accertamenti per renderlo pubblico (i due indagati sono stati identificati in seguito alle indagini condotte dai militari).
Intorno alle due di notte, ricostruiscono i carabinieri, il pizzaiolo ha visto entrare nel locale due ragazzi che pretendevano di mangiare una pizza. Alla risposta del titolare che non avrebbe potuto servirli perché stava chiudendo e aveva terminato gli ingredienti, i due hanno iniziato a minacciarlo e a colpirlo con calci e pugni, sfondando il vetro della porta d’ingresso e provocando all’uomo lesioni personali. Solo la presenza di altri giovani che si trovavano nel locale vicino e che sono intervenuti a difesa del pizzaiolo ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente: i due sono stati costretti ad allontanarsi dalla pizzeria.
Le indagini successivamente avviate dalla stazione dei carabinieri di Porto Azzurro hanno permesso di identificare e deferire all’autorità giudiziaria i due fratelli accusati dell’aggressione, entrambi trentenni, per i quali i militari ipotizzano i reati di violenza privata e danneggiamento aggravato.
Nonostante il titolare della pizzeria a taglio abbia accettato le scuse dei due ragazzi, i carabinieri di Porto Azzurro hanno proceduto d’ufficio, ritenendo «intollerabile – spiegano i carabinieri elbani in una nota – un comportamento di questo tipo, nei confronti di una persona che, nonostante le difficoltà commerciali che si registrano sull’isola durante la stagione invernale, tiene comunque aperta la sua piccola attività a vantaggio della comunità locale». —
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