Lutto
Porto Azzurro e Catalogna, legame in nome di D’Alarcon
Il Comune e gli studenti del comprensivo lavorano a uno scambio culturale con Tarrega, la cittadina guidata dallo stesso generale che amministrò Longone
«Entro il mese di gennaio cerchiamo di formalizzare l'avvio di uno scambio culturale del nostro comune con la Spagna, anche per riscoprire le nostre origini storiche». Lo comunica Fabrizio Grazioso, presidente del consiglio comunale di Porto Azzurro, che illustra una iniziativa deliberata dal consiglio comunale guidato dal sindaco Maurizio Papi, con la quale è stato avviata una ricerca storica sui legami del paese con la nazione spagnola, che dominò il territorio locale dal 1600 fino al 1735. Per approfondire sono stati impegnati gli studenti dell'istituto comprensivo diretto dalla preside Lorella Di Biagio, studi condotti dalle docenti Roberta Cecchini e Gabriella Lapucci. Ma sono state coinvolti anche la dottoressa Gloria Peria, responsabile degli archivi storici comunali elbani, il dottor Giovanni Malpelo, direttore degli archivi della Diocesi e la guida e interprete, l'archeologa Cristina Ruiz Lazaro, che da tempo si è fatta elbana.
«Il progetto – commenta Grazioso – ha sviluppato varie ricerche, anche con uscite ed incontri dei ragazzi che hanno pian piano imparato a conoscere il passato del loro territorio, evidenziando i legami forti con la Spagna, stante la dominazione iniziata circa quattro secoli fa. È stato evidenziato come il generale don Diego D’Alarçon, al quale si deve la costruzione della cappella-mausoleo del Sacro Cuore di Maria, dove fu sepolto, prima di approdare a Longone e governarlo, (antico nome di Porto Azzurro fino al 1947), fu per diverso tempo alla guida della città di Tarrega, in Catalogna, proprio nelle vicinanze del famoso monastero di Monserrat. Il generale morì nel 1730, lasciando un testamento, le cui copie sono conservate presso l’archivio storico comunale di Porto Azzurro e quello diocesano di Massa Marittima, ente che collabora all'iniziativa, con il documento stabiliva di lasciare diverse doti per l’ampliamento dell’ospedale, per la parrocchia e per la popolazione indigente del paese spagnolo e la stessa cosa dispose per la “sua” Longone».
Motivi abbondanti per creare questo scambio culturale tra Porto Azzurro e Tarrega della Catalogna, sostenendo economicamente un viaggio dei ragazzi delle attuali terze medie e di una delegazione di imprenditori locali attivi nel campo turistico ed enogastronomico, viaggio quindi con spese riguardanti anche gli spostamenti interni alla Spagna. Ma l’amministrazione, data la situazione delicata creatasi in Catalogna, che voleva la scissione dal resto della nazione, valuta anche di raggiungere, verso la fine di aprile, la terra in cui nacque D’Alarçon (Pinto, Toledo) e la “Via delle Madonne Nere” e Madrid, visto che al santuario della Madonna del Monserrato portazzurino esiste un dipinto della Madonna Nera, copia di quello più celebre della Nuestra Senora Morena del Monserrat spagnolo.
«La speranza dell’amministrazione – conclude Grazioso – è che entro il mese di gennaio si possa definire, in concreto, l’iter burocratico del viaggio inaugurale. Se ciò dovesse accadere, il Comune avrà certo un riscontro non solo storico culturale, ma anche turistico e per gli studenti, invece, sarebbe un’esperienza unica». —
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