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Un piano per monitorare e gestire il numero di capre di Montecristo
MONTECRISTO. Sono circa 300 le capre che vivono sull’isola di Montecristo. È quanto stima il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano che nei giorni scorsi ha approvato, nell’ambito del progetto comunitario Resto con Life, il piano di gestione e di conservazione dell’animale, antico ospite dell’isola di Dumas. L’obiettivo del piano di gestione del Parco, elaborato in collaborazione con gli esperti di Ispra, è garantire la conservazione della popolazione di capra e, al tempo stesso, conservare l’ecosistema di Montecristo, limitando l’impatto che il proliferare delle capre comporterebbe sulle specie vegetali dell’isola. Il piano prevede un monitoraggio scientifico annuo sulla popolazione di capra e non esclude abbattimenti o catture in caso di squilibrio, così come la predisposizione di sistemi di esclusione (sull’isola sono presenti recinti per proteggere determinate specie vegetali dalla brucatura degli animali). Il monitoraggio ha messo in evidenza un aumento progressivo dei capi stimati (nel 2018 circa 300 unità), una sostanziale ripresa dopo il crollo del numero stimato di esemplari, sceso sotto le 100 unità nel 2012, anno in cui è stata effettuata l’eradicazione del ratto nero attraverso la somministrazione di esche velenose sul territorio dell’isola.
La conservazione della capra di Montecristo non è l’unica misura compresa nel piano recentemente approvato dal Parco nazionale. Per la tutela della biodiversità dei territori compresi nel Parco nazionale il progetto Resto con Life punta a monitorare e gestire gli esemplari di lepre europea sull’isola di Pianosa, così come sono previste misure di sicurezza dopo l’attuazione dell’eradicazione dei ratti neri da Pianosa e Montecristo. —
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