Gioco
Rimateria vuole 4,3 milioni di euro dalla Lucchini per la discarica
Piombino, fissata per l’8 gennaio l’udienza al tribunale di Livorno. Nelle stesse ore il tavolo per sbloccare i conferimenti
PIOMBINO. Volano le carte bollate tra le società Rimateria e Lucchini in amministrazione controllata. Nelle stesse ore l’8 gennaio al tribunale di Livorno si decide sulla fondatezza di un credito da 4,3 milioni di euro che la prima sostiene di vantare nei confronti dell’altra mentre a Firenze prosegue il confronto per superare lo stop ai conferimenti di rifiuti in discarica, in vigore dal 15 novembre.
Ex discarica Lucchini
La cifra è certa. Almeno per la società Rimateria. Lucchini Spa in amministrazione straordinaria deve mettere sul piatto 4,3 milioni di euro. A tanto ammontano gli oneri che avrebbe dovuto accantonare per la chiusura e la gestione post operativa della propria discarica, che a tutti gli effetti da luglio 2019 è in carico all’azienda con sede a Ischia di Crociano. A stabilire la fondatezza della pretesa sarà il tribunale di Livorno. La domanda di ammissione al passivo in prededuzione, ovvero con il diritto di essere pagati con precedenza rispetto a qualunque altro creditore partecipante al concorso,ancorché privilegiato.
La richiesta di Rimateria si basa sull’ipotesi che Lucchini nel corso della gestione della discarica a servizio dello stabilimento di Piombino avrebbe dovuto accantonare, in proporzione ai conferimenti dei rifiuti che sono iniziati nel 2000, le risorse finanziarie per sostenere le attività di chiusura della discarica e della sua gestione post mortem per trent’anni. Il commissario straordinario di Lucchini in amministrazione straordinaria Piero Nardi nella sua ultima relazione sottolinea che la domanda di ammissione al passivo di Rimateria è stata presentata oltre il termini di legge ed è infondata.
Stop ai conferimenti
Il confronto tra i tecnici di Rimateria e quelli della direzione Ambiente ed energia della Regione Toscana ha preso il via il 20 dicembre. Obiettivo: creare i presupposti per superare lo stop ai conferimenti di rifiuti in discarica, in vigore dal 15 novembre. Sul tavolo sono state messe le carte della diffida regionale che impone alla Società di attuare tutte le azioni e gli interventi necessari a ricondurre la gestione dell’impianto, l’ex discarica Asiu, nel rispetto delle prescrizioni. Il riferimento è a quanto previsto nel decreto che il 12 aprile ha modificato l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2011 dalla Provincia di Livorno.
Rimateria all’inizio di dicembre ha inviato a Firenze la documentazione in cui propone il percorso per superare l’ennesimo impasse. La rete dei pozzi per la captazione del biogas, più volte al centro di mancate promesse e conseguenti polemiche, è stata completata. E prima di Natale c’è stata la verifica sul campo dei tecnici Arpat. Anche le centraline mobili per il monitoraggio della qualità dell’aria, che sono state noleggiate e installate, vengono date in fase di attivazione.
Restano le questioni più complesse e onerose. Il completamento della copertura della discarica ex Asiu, su cui sarebbero state indicate tempistiche e soluzioni legate alla ripresa dei conferimenti, trattandosi di un intervento che richiede dei mesi. Mentre per la regimazione delle acque piovane, opera per cui è necessario definire un accordo per l’attraversamento con la conduttura di un terreno di proprietà Jsw Steel Italy. Per quest’ultima il progetto prevede circa 18 mesi di cantiere da affidare con un bando di gara che è dato per praticamente pronto.
Far ripartire i conferimenti significa far riprendere l’attività negli spazi che si trovano tra la discarica ex Asiu e la vecchia discarica ex Lucchini, il cosiddetto cono rovescio. Tutt’altra questione è adeguare il progetto Rimateria uscito dalla valutazione di impatto ambientale alle numerose prescrizioni indicate per il via libera. —
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