Sicurezza
Termine ora prepara il conto delle querele
All’esame del suo avvocato tutti gli attacchi ricevuti Tra questi, anche quelli di Ferrari e Vivarelli Colonna
PIOMBINO. Al momento nessuna denuncia è partita ma Giacomo Termine, sindaco Pd di Monterotondo, dopo essere stato licenziato dal Comune di Piombino guidato dal sindaco Fdi Francesco Ferrari, si prepara a querelare sia lui che Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, insieme ad altri esponenti politici che si sarebbero resi responsabili di quelle che Termine ritiene essere «affermazioni lesive» della sua persona. Il riferimento è al fiume di comunicati e commenti che hanno accompagnato la vicenda, ora al vaglio di Termine e dei suoi legali, per capire se ci sono gli estremi per un’azione legale. Termine vuole difendersi da quelli che ritiene attacchi offensivi nei suoi confronti. Tra questi, appunto, c’è anche quello di Vivarelli Colonna, il quale da subito attraverso Facebook ha preso le difese del collega piombinese Ferrari puntando invece il dito verso le assenze di Termine dal suo posto di lavoro come causa del mancato rinnovo del posto di lavoro.
Termine dunque sta raccogliendo tutti i commenti per valutarne uno a uno la portata diffamatoria.
Intanto continuano le prese di posizione a suo sostegno. «L’impegno politico richiede tempo - si legge in una lunga nota di Rifondazione comunista - e se si vuol adempiere al meglio all’incarico che i concittadini conferiscono, è necessario potergli dedicare le debite energie. Noi crediamo che chi amministra una comunità debba impegnarsi al massimo, anche del suo tempo, per il bene della propria città. Allora vi pare possibile che il sindaco di un piccolo comune possa vivere con 450 euro al mese? È inevitabile che chi svolge una funzione pubblica debba godere dei permessi e delle altre tutele necessarie a consentirgli di bene espletare il proprio compito senza perdere il posto di lavoro. Altrimenti il sistema verrà leso nella propria struttura democratica, ossia quella di consentire a tutti di fare politica e soprattutto a tutti di scegliersi da chi farsi rappresentare. Altrimenti solo i ricchi potrebbero farsi rappresentare».
Anche il Psi provinciale stigmatizza «l’operato meschino del sindaco di Piombino» e parla di «palese discriminazione politica»
E mentre la baruffa politica va avanti, anche la parte tecnica segue il suo corso. Chiusi i rapporti con il Comune di Piombino, dove era approdato vincendo un concorso che gli aveva permesso di accedere come dipendente pubblico categoria D (quindi da funzionario), Termine punta a tornare al suo posto nel Comune di Gavorrano. Temeva di non poterlo più fare proprio a causa del licenziamento piombinese, avvenuto senza preavviso. Invece pare che si stia aprendo una possibilità. Termine era uscito da Gavorrano in mobilità con una qualifica di categoria C (ossia inferiore). E tale era rimasto il posto vacante. Ora però lo scatto in avanti fatto dopo il concorso e l’assenza di un ruolo di categoria D all’interno dell’ente minerario hanno costretto gli uffici gavorranesi a dare corpo a una delibera – per non andare contro la legge che fissa i criteri della mobilità – che preveda un nuovo posto creato ad hoc per un funzionario di categoria D. Insomma, creato ad hoc come ennesimo strascico di questa vicenda. —
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