Il Tirreno

Musei napoleonici aperti per le feste, ma ancora senza un direttore

Luigi Cignoni
Musei napoleonici aperti per le feste, ma ancora senza un direttore

Le residenze restano a corto di custodi e con orari ridotti Il sindaco: «Vogliamo collaborare, ma nessuno ci risponde»

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«Siamo disponibili a collaborare alla gestione dei due musei napoleonici nazionali. È da quest’estate che stiamo aspettando un input dal polo museale della Toscana, ma da allora non abbiamo sentito nessuno». Angelo Zini, sindaco di Portoferraio, non ha dubbi in proposito.

Solo con un’interazione fra enti pubblici si può salvare il patrimonio museale e culturale della maggiore isola della Toscana. Ma bisogna intervenire perché i tempi sono stretti.

«L’Elba non si può permettere di farsi sfuggire una tale opportunità», continua il primo cittadino di Portoferraio. E intanto si viaggia verso il secondo anno consecutivo senza una dirigenza delle due regge napoleoniche. L’ultima direttrice in ordine di tempo è stata Antonia D’Aniello, che accettò l’incarico nel 2016, quando si trovava oramai alle porte della pensione. Cosa che puntualmente avvenne nel settembre del 2018. Dopo di lei, il vuoto. A dimostrazione di come sia poco appetibile una dirigenza di due siti come quelli napoleonici all’Elba (unici in tutta Italia dove l’Imperatore francese ha soggiornato più a lungo), se è vero (come risulta esserlo) che la stessa D’Aniello non abbia rinunciato durante la sua dirigenza elbana a occuparsi anche della Certosa di Calci. Né ha interrotto il trend prima di lei Gabriele Nannetti, che dovendo scegliere tra l’Elba e Poggio a Caiano, ha preferito quest’ultimo, operando il ‘grande rifiuto’ alla proposta della direzione del Polo Museale della Toscana.

Il Polo Museale si fa carico di ben 49 musei e luoghi di cultura della regioni. Tanti, per gestirli armonicamente ed efficacemente. A peggiorare il quadro all’Elba, la penuria di custodi. C’è il problema del ricambio di addetti alla sorveglianza. Chi è andato in pensione in questi ultimi anni non è stato più rimpiazzato. Determinando così un’apertura a singhiozzo a San Martino, il più visitato annualmente in Provincia, durante l’alta stagione. Quando è aperto la mattina, non è frequentabile il pomeriggio. E viceversa. «Eppure visitatori ci sono stati anche in questo periodo natalizio – ci dicono alla biglietteria – L’ultimo dell’anno sono stati staccati una settantina di tagliandi, segno che la curiosità di visionare i luoghi in cui visse Napoleone non viene mai meno».

E i siti napoleonici, specie in questo periodo dell’anno, possono offrire un’opportunità culturale per coloro che sono intenzionati a trascorrere una vacanza all’Elba durante le festività natalizie. Ne sono pienamente convinti gli stessi amministratori.

«Durante la venuta del direttore Casciu all’Elba, quest'estate, nel giorno dell’inaugurazione della mostra dedicata a Napoleone – continua sempre il sindaco di Portoferraio Angelo Zini – abbiamo espresso le nostre intenzioni di collaborazione, intervenendo anche finanziariamente laddove il Polo museale non avesse risorse. Abbiamo avanzato l’ipotesi di realizzare una sinergia sulla falsa riga di quella che è stata raggiunta ad Arezzo. Ma ancora attendiamo una risposta. C’è in noi la volontà d’individuare strade percorribili unitariamente – conclude – per migliorare la fruibilità dei nostri due musei». Insomma, la buona volontà c’è. Per ora manca tutto il resto. E mentre dal polo museale tutto tace, la stagione turistica si avvicina rapidamente. —

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