Piano strutturale, Barghini tuona «Previsioni funeree per il territorio»
RIO MARINA. «L’enfasi del comunicato, con il quale l’amministrazione comunale annuncia l’avvio del procedimento per la redazione del nuovo piano strutturale intercomunale, per l’adeguamento al Pit con valenza di piano paesaggistico regionale, approvato a maggioranza, con il nostro voto contrario, nasconde una ben più triste e funerea realtà per il nostro territorio». È un giudizio duro quello che viene dato dal capogruppo di ViviRio Marcello Barghini.
«La redazione del nuovo piano strutturale si è resa necessaria con la fusione dei due Comuni, in quanto Rio nell’Elba era in salvaguardia per l’avvenuta scadenza dei suoi strumenti urbanistici, ma Rio Marina no – racconta – L’adeguamento al Pit era avvenuta con l’approvazione definitiva del piano operativo comunale della giunta Galli nel dicembre 2017, con anche la definizione del perimetro del territorio urbanizzato».
Secondo Barghini il territorio urbanizzato, è il solo dove sono consentite le trasformazioni a fini insediativi e infrastrutturali, e «averlo ridotto, così come è stato ridotto ai minimi termini – attacca – estendendo in modo abnorme il territorio rurale con la deliberazione del 27 dicembre, vuol dire strozzare ogni possibilità di sviluppo, cancellare 269.478 mc. rivenienti dal precedente piano strutturale di Rio Marina, con varie destinazioni: residenziale completamento ed espansione, turistico-ricettivo, industriale-artigianale, servizi-commercio, più quelli rivenienti da Rio nell’Elba, perché non ci sarà più un metro quadrato di terreno utilizzabile, tenendo anche di conto che oltre il 70% del territorio è Parco nazionale dell’Arcipelago, praticamente abbandonato, e come anticipazione, con l’approvazione dell’avvio del procedimento sono scattate le norme di salvaguardia, che comportano la decadenza di tutte le previsioni al di fuori del perimetro urbanizzato, compresi gli ampliamenti».
Il capogruppo di minoranza rileva «assurdità» come la Valle di Riale dall’ex Macelli al Piano-Villaggio Togliatti, «compreso la briglia di tenuta e laminazione del torrente, e parte della fascia del bosco ad alto fusto inserita come territorio urbanizzato e l’esclusione di zone come il Peep di Santa Filomena, parte del sottostrada della Panoramica, la zona S. Giuseppe – Coop, la Chiusa – Grassera, parte di Via Solferino nel centro storico di Rio Elba, a Nisportino escluso il campeggio e tutta la parte bassa di primo insediamento storico, e altre alle Venelle, a Ortano esclusa tutta la zona del Canapai, tutte zone dotate di urbanizzazione primaria. O l’inserimento a Cavo, alle Paffe, di una zona “Polarità a servizi di interesse collettivo e valorizzazione ambientale (terme)”, in un terreno riclassificato rurale e nel pieno della fascia di protezione di 300 mt. dalla costa del PIT-PPR, specchietto per le allodole o presa in giro? Delle terme non si sa nulla, tanto meno del bando specifico, va a finire che con l’acqua calda ci faranno una fontanella per sciacquarsi i piedi». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
