Gioco
L’albero simbolo dei bambini Punto Nascita, una ferita aperta
Allestimento di cuoricini con i nomi dei piccoli venuti alla luce in altri ospedali La protesta silenziosa del Comitato “Lasciateci nascere a Piombino”
piombino. È stato installato accanto a uno dei due ingressi del Rivellino. Un albero di Natale in legno, con materiale riciclato, su una piccola piattaforma quasi appoggiato alle mura dell’antico bastione. E pur non essendo illuminato, è ben visibile da chi transita in piazza Cappelletti proprio di fronte al Metropolitan, perché colorato e vivace, ma simbolo di uno “scippo”, quello del Punto Nascita a Villamarina, che Piombino non avrebbe mai potuto prevedere, e che mai e poi mai potrà accettare. È l’albero di “Lasciateci nascere a Piombino”, inaugurato nei giorni scorsi e realizzato dall’artista Mati Fabrizzi. Un allestimento colorato con tanti cuoricini con sopra scritti i nomi dei bambini e la loro data di nascita che in questi cinque mesi - da quando cioè la Regione e la Asl hanno deciso di privare Piombino del Punto Nascita - non hanno avuto la possibilità di nascere a Piombino. Perché all’ospedale da quel giorno non c’è più niente, se non un’ostetrica per preparare le partorienti a un viaggio tutt’altro che agevole verso l’ospedale di Cecina, dove sono state accentrate le nascite.
Una protesta silenziosa - dopo tante polemiche e sit-in - ma molto significativa, che colpisce nel profondo e fa comprendere come Piombino, il Comitato, e si spera con più decisione prossimamente anche le istituzioni locali, non si rassegna affatto a questo ennesimo strappo nei confronti dell’ospedale cittadino, delle mamme, degli abitanti. Con il nuovo anno la battaglia ricomincerà, e si aspetta che le promesse e gli impegni della Asl su Punto Nascita, pronto soccorso, reparti in sofferenza (la lista è lunghissima) vedano finalmente la luce di qualcosa di concreto. — (p.c.)
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