Sicurezza
Dopo 25 anni dietro al bancone questa volta a partire è Angela
La storica titolare del bar in piazza della Stazione annuncia la chiusura dell’attività «Salute permettendo con mio marito Beniamino ci dedicheremo a fare i nonni»
Ultimi giorni per il bar tavola calda di Angela Pesola, prima insegna a sinistra di fronte all’uscita dalla stazione di Campiglia Marittima.
Chiusura annunciata il 31 dicembre 2019.
Angela, col marito, Beniamino Parisse sono qui da 25 anni, dal primo gennaio 1994, quando ancora Campiglia Marittima pareva più una stazione centrale di città in miniatura, così come Populonia, premiatissima tra le più verdi d’Italia.
Affacciarsi al 2020 con la prima, Campiglia marittima, che si presenta sempre come un cantiere mai finito e frequentato meno di un pit stop da motorsport e la seconda, Populonia, dopo il taglio di tutte le piante (oltre che dei treni) e in totale abbandono... meglio lasciar stare.
A Campiglia marittima di bar ne è rimasto uno, a ridosso del primo binario, con affisso – da tempo – il cartello “in vendita”.
«Da Como dove ci siamo conosciuti nel 1971 e fidanzati... – ricorda Angela Pesola – abbiamo girato l’Italia al seguito Beniamino, allora nella Guardia di finanza». Fino al trasferimento a Piombino.
«Eravano qui – racconta Beniamino Parisse – tre figli e io prossimo a lasciare il servizio. Un amico ci fece presente la possibilità di questo bar, che poteva essere occasione, un’opportunità per il futuro di tutti...».
Ecco che Angela rileva la gestione da sola: «Prima come bar – aggiunge Pesola – ma non era sufficiente. Arrivavo qui dopo aver lavorato al ristorante da Demos a Baratti: dunque dal Comune ho puntato alla licenza del bar-ristoro. Tant’è che proponevo menu completi sia di mare che di terra... Ma di anno in anno – dice ancora – la situazione è cambiata, sempre in peggio. Anche se ho provato a fare migliorie ai locali. Purtroppo persino con gli interventi strutturali siamo stati sempre più tagliati fuori, persino con le rotonde, i “non” parcheggi o la fermata del bus sempre più lontana. Ma sono da considerare anche il taglio dei treni e quindi di pendolari, la Polfer che non c’è più come tanti, tanti altri servizi ormai assenti. Ne abbiamo risentito in peggio tutti, non ci ha voluto mai aiutare nessuno. Non sono mancati i problemi di salute, sempre dietro l’angolo... meno male che i nostri figli si sono trovati tutti un’altra strada».
Per la coppia, purtroppo «qui si è raggiunto l’obiettivo perseguito da sempre – sospirano, insieme –, fermare Campiglia a “una stazione per contadini” com’era nata, anzi no, peggio».
Ormai tempo di dire basta. «Sì il 31 dicembre smettiamo – conferma Beniamino Parisse –. Ma poi c’è un mese per portare via tutto... se qualcuno si facesse avanti basterebbe un semplice passaggio di consegne».
Altrimenti, ultimo giorno dalle 5,30 fino al treno dell’ultima fermata, poi un altro angolo dell’area della stazione sarà al buio. «Adesso? Salute permettendo faremo i nonni!» sorridono. —
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