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La sfida di Fabio, a 58 anni torna in moto per fare la Parigi-Dakar

Luca Centini
La sfida di Fabio, a 58 anni torna in moto per fare la Parigi-Dakar

Il campione di fuoristrada affronta di nuovo il deserto dopo vent’anni dall’ultima volta. Il 5 gennaio sarà in Arabia, sede delle nuova edizione della gara

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PORTOFERRAIO. Sono passati quasi vent’anni da quando, con il gas sempre a martello, ha sfidato il deserto a bordo della sua moto da enduro. Ora, a 58 anni, ha deciso di rimettersi in gioco, spinto dalla passione per le due ruote che, di fatto, non ha mai perso intensità. Fabio Fasola, campione di motociclismo e maestro del fuoristrada, da tanti anni ha messo le tende all’Elba, dove ha portato la sua scuola itinerante in Italia e nel mondo. Dello Scoglio Fasola, nato a Voghera, si è letteralmente innamorato. Abita a Portoferraio, dove è stato persino consigliere comunale. Ma il mondo di Fabio è sempre stato quello delle moto. Il 5 gennaio l’ex campione italiano di enduro sarà a Gedda, in Arabia Saudita, sede della nuova edizione della Parigi - Dakar, la più appassionante e al tempo stesso massacrante gara di fuoristrada. Dodici tappe, lunghe centinaia di chilometri.

Un tracciato enorme che si snoda in mezzo al deserto, senza vere strade e ricco di insidie. Non paragonabile, tuttavia, alle vecchie edizioni della Parigi - Dakar, che misero alla prova Fasola quando ancora era nel pieno della sua carriera. «Ho partecipato nel 1998, ’99 e 2000. Vinsi diverse tappe e conquistai le posizioni di testa – racconta – un’esperienza che non dimentico, correre nel deserto è stimolante, anche se molto pericoloso. Non a caso in una delle edizioni riportai un incidente serio in seguito a una caduta». Ma dopo vent’anni il maestro di fuoristrada che da anni lavora in tutta Italia per formare le nuove leve delle due ruote, ha deciso di rimettersi in sella, alla guida di una Husqvarna Fc 450: «Si è creata questa opportunità – racconta Fabio Fasola – grazie allo staff di PartAuto di Padova e con il supporto di alcuni sponsor di pregio come Locman e con l’aiuto di Virgin Radio e Outlet Valdichiana.

Da tanti anni ho lasciato le gare per dedicarmi a tempo pieno alla mia scuola di moto, per me affrontare la Dakar è una vera sfida con me stesso. Le insidie? Nel deserto ce ne sono molte, so che sarà dura ma correrò per divertirmi senza pensare al risultato». . Ma andare piano, per Fasola, è complicato. E all’Elba lo sanno bene. Il campione di fuoristrada incontrò la sua isola nel 1981, durante il campionato mondiale di sei giorni, un evento che gli appassionati ricordano ancora. «Poi grazie all’amico Claudio Mameli tornai per partecipare (e vincere) la gara Elba 500 – racconta – decisi di acquistare una casa all’Elba che da allora è diventata una delle principali sedi della mia scuola, attiva in tutto il mondo».

Fasola ha girato il mondo da istruttore di fuoristrada, addirittura fu ingaggiato dal Mossad (i servizi segreti israeliani) per insegnare agli agenti a correre a bordo delle Suzuki e Kawasaki in dotazione all’esercito, Ma l’Elba, per Fasola, è sempre l’Elba. «L’isola sta al fuoristrada come Wimbledon sta al tennis – racconta – i percorsi sono belli e molto stimolanti per chi ha la nostra passione. C’è la possibilità di divertirsi sulle due ruote, ma sempre nel rispetto delle regole e ben consapevoli di quanto questo territorio sia prezioso e delicato». 


 

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