Il Tirreno

finalmente l’accordo 

Sindaci approvano il fondo per salvare l’aeroporto

Luigi Cignoni
Sindaci approvano il fondo per salvare l’aeroporto

L’unico che ne resterà fuori è Rio che non ha aumentato la tassa di sbarco. Si tenta di ripristinare i voli con l’estero che possono spingere il turismo

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PORTOFERRAIO. I sindaci elbani (a parte il Comune di Rio) hanno approvato l’incremento del contributo di sbarco che entrerà in vigore dalla fine del prossimo maggio fino a settembre, passando dagli attuali 3,50 ai cinque euro. Allo stesso tempo è stato deliberato d’istituire il fondo di garanzia pro aeroporto della Pila. È il risultato conseguito al termine della Conferenza dei sindaci isolani alla Gat. Ma c’è un distinguo. «Nella riunione precedente della Gat – esordisce il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini – era stato convenuto di prevedere 800mila euro dall’incremento del contributo di sbarco per garantire il tradizionale flusso turistico aereo, in particolare con le destinazioni di Svizzera e Germania. Con il non allineamento del Comune di Rio rispetto alle volontà espresse dalle altre municipalità di ritoccare il contributo, bisognerà ora effettuare un altro conteggio e stabilire la quota destinata all’aeroporto di Campo. Questo sarà stabilito nei prossimi incontri».. A titolo di cronaca diciamo allora che, nel periodo di alta stagionalità, agli ospiti che saliranno a bordo dei traghetti destinati agli scali di Portoferraio, le agenzie marittime richiederanno cinque euro da sommare al costo della tratta. Invece per chi opterà per i porti di Cavo e Rio Marina, nel Comune di Rio, sarà applicata la stessa cifra di sempre, cioè 3,50. La Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, preoccupata per le sorti dell’aerostazione gestita dalla società AlaToscana, compartecipata dalla Regione con oltre il 50% e dalla stessa Camera di commercio con il 36,36%, aveva insistito che si prendesse una decisione per rilanciare la pista della Pila. A pesare in questo senso il particolare momento del mercato che non è fra i più favorevoli, visto e considerato che gli scenari che si parano oggi davanti agli operatori turistici nel Mediterraneo e oltre vedono molte valide alternative all’Elba, a costi anche più competitivi, raggiungibili per via aerea da tutta Europa.

Ragion per cui si pone la necessità di un significativo investimento da parte degli enti isolani con lo scopo d’incentivare tour operator e compagnie aeree a prevedere collegamenti con l’Elba da Berna, Altenrhein, Monaco, Lugano. La decisione assunta dai sindaci elbani in sede di conferenza della Gat è stata vista positivamente dalla Camera di commercio livornese. Che aggiunge: «Se non investono gli elbani per la loro promozione, è illusorio pensare che arrivi qualche mecenate esterno a investire su collegamenti che vedono un ritorno economico solo per chi opera sul territorio».

E intanto è stato depositato a Firenze da AliToscana lo studio di fattibilità per l’allungamento della pista dello scalo elbano. Gli adeguamenti dell’infrastruttura richiederanno, se fattibili e finanziati, non meno di 6 anni, prima di essere realizzati. «L’Elba non può permettersi – ha sottolineato la Camera di commercio - un isolamento dall’Europa per un periodo così lungo». La palla ora passa al Comune di Campo. «Dovrà procedere - conclude Angelo Zini - a disporre tutti gli atti amministrativi per favorire il tanto sospirato prolungamento della pista». —

Luigi Cignoni

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